L’attraversamento delle Alpi rappresenta una priorità strategica, non solo nazionale ma anche europea, per diversi motivi. Lo spiega Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l’industria del turismo.
In Italia, siamo in presenza di una questione valichi alpini ancora poco percepita a livello nazionale?
Non a livello nazionale ma a livello europeo. Il tema dei valichi alpini è spesso considerato un dossier locale, ma riguarda la competitività dell’intera Europa. Quando parliamo di inefficienze e dazi che ci auto-imputiamo all’interno dell’Ue (44% sui beni e 110% sui servizi), i valichi rappresentano una parte importante del problema. Quando un valico si blocca, gli effetti non restano confinati alle aree di frontiera ma pesano sull’intera economia europea.
Il Monte Bianco costituisce una emergenza: perché Confindustria è favorevole al raddoppio del traforo?
Da tempo Confindustria sottolinea come la soluzione strutturale sia la seconda canna (galleria). Con tempi di costruzione stimati in 5-6 anni e coperture già accantonate, garantirebbe più sostenibilità e tempi/costi certi in un asset critico come quello tra Italia e Francia. I dati confermano la vulnerabilità dell’attuale infrastruttura che infatti necessita di manutenzioni pesanti e chiusure importanti.
La Francia però sembra indifferente: come fare per spingerla ad agire, ci deve pensare l’Europa?
Abbiamo chiesto a Bruxelles un rafforzamento dei poteri decisionali della Commissione europea, con l’istituzione di un rappresentante speciale della Commissione per i valichi, che necessitano di essere gestiti come asset strategico per l’Europa. Il valore degli scambi intra-Ue nel 2023 ha raggiunto i 4.102 miliardi di euro e la crescita del mercato intra-Ue è stata superiore del 61% rispetto alla crescita delle esportazioni extra-Ue, che si attestano a 2.556 miliardi di euro. Questi dati sottolineano in modo decisivo il ruolo essenziale che il mercato unico europeo svolge per la crescita dell’intera economia della Ue.
E sul Brennero e sui divieti ai Tir imposti dall’Austria qual è la posizione di Confindustria?











