La vecchia prima serata non è morta. Ma di certo è stata “occupata”. Sotto i colpi dei pacchi di Rai 1 e delle lettere di Canale 5, il confine è scivolato avanti, troppo avanti, trasformando fiction, varietà e film in programmi da notte fonda.
La stagione 2025-26, fotografata dallo Studio Frasi sui dati Auditel tra il 14 settembre 2025 e il 9 maggio 2026, consegna un verdetto: il sistema continua a perdere pubblico lineare ma, al tempo stesso, mostra una trasformazione nelle modalità di fruizione, con avanzamento delle piattaforme, da Netflix in giù (e qui sarà importante l’arrivo di Audicom, chiamato alle misurazioni) e spostamento del campo di battaglia sull’“access prime time”, sempre di più ago della bilancia per decidere palinsesti, pubblicità e abitudini.
Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi, mette un paletto: dopo 32 settimane e a tre dalla fine della stagione, «l’ascolto televisivo è diminuito rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione». Non è un crollo, ma un’erosione sì: la Total Tv scende a 8,76 milioni nel giorno medio, con 226mila spettatori in meno, pari a -2,5%. Nella fascia 20.30-22.30 il pubblico resta imponente (20,77 milioni), ma perde 413mila teste: l’1,95%. Gli editori monitorati cedono il 2,2% nelle 24 ore e l’1,5% in prima serata. Il “non riconosciuto” – dove finiscono piattaforme, pay, free, console e usi vari del televisore – cresce invece di 70mila individui nel giorno medio. Non basta.
Mediaset mette la freccia
Il dato centrale sta, evidentemente, nel duello fra i due imperi generalisti. Nel giorno medio Mediaset (16 canali rilevati che con le propaggini digitali arriva a 22 in termini di Total audience) è a 3,35 milioni e al 38,24% di share; Rai (13 canali e fino a 21 per la Total audience) a 3,24 milioni e al 37,03%. Entrambe arretrano di poco più dell’1%. Ma in prima serata il quadro è senza sfumature: Mediaset sale a 8,25 milioni, 39,71% di share e +8,8% di audience; Rai scende a 7,60 milioni (36,6% e -6,4%). Mediaset, insomma, è più seguita della Rai sia nel giorno medio sia in prima serata. Il sorpasso sembra avere un’origine chiara: l’allungamento di un prodotto antico, ma ancora, evidentemente, validissimo come “La Ruota della fortuna”. Il game show di Canale 5 è andato in onda per ben 236 giorni, 63 minuti medi e 4,9 milioni di spettatori. “Affari tuoi”, un anno fa imprendibile, ha chiuso a 4,7 milioni, ma con una durata più corta: 53 minuti. Rai ha accorciato perché dopo le 22 regge meglio. Mediaset tiene la Ruota finché gira forte. Risultato: i due programmi coprono la strada fino alle dieci di sera. «È di fatto l’addio a quella che veniva considerata la “prima serata” tradizionale» chiosa Siliato.
La notte della fiction
Il conto lo pagano le storie lunghe. Fiction, film e varietà partono tardi e finiscono oltre mezzanotte. Una volta quella coda era terza serata: laboratorio e rischio. Ora è il luogo dove finisce ciò che costa di più. I produttori protestano, non senza ragione: una parte del pubblico va a letto prima della fine e recupera dopo. La differita diventa il salvagente di Rai e Mediaset, ma anche la prova che la Tv lineare non basta più a raccontare il successo. Le fiction producono le differite più robuste: “La Preside”, “Un Professore” e “Sandokan”, tutte di Rai 1, guidano la coda lunga. “Mare Fuori” mostra un’altra mutazione: un quarto dell’ascolto, il 25%, arriva dai piccoli schermi in anteprima su RaiPlay, confortando la scelta editoriale fatta della Rai che ha voluto sperimentare, con questo prodotto, le possibilità di sponda fra Tv tradizionale e la sua piattaforma Ott. Lo sport ha invece un’altra regola: la diretta resta sacra, ma il device piccolo è rifugio quando manca il televisore. Bosnia Erzegovina-Italia ha raccolto 685mila spettatori fuori dal televisore per i rigori che hanno escluso gli azzurri dai Mondiali. Le clip allungano poi gli eventi: Sky con Moto e Formula 1, Italia 1 con Coppa Italia e “Pressing” arrivato in differita anche all’11% del proprio ascolto complessivo.












