La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto la lettera inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, con cui il governo italiano chiede di estendere anche alle misure contro la crisi energetica le forme di flessibilità di bilancio già previste dal nuovo Patto di stabilità per la difesa.
A dirlo è stata la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, che ha spiegato che l’esecutivo europeo “non entrerà nei dettagli della lettera”, ma che la Commissione sta “monitorando attentamente la situazione, anche per quanto riguarda l’energia”, aggiungendo che Bruxelles sarà “pronta a esaminare il quadro delle flessibilità esistenti nel quadro della governance di bilancio dell’Ue”.
Secondo la Commissione europea, però, la priorità immediata resta l’utilizzo delle risorse europee già disponibili. Il portavoce per gli Affari economici Balazs Ujvari ha ricordato che nell’ambito di strumenti come il programma NextGenerationEU, i fondi di coesione e il Fondo per la modernizzazione sono già stati stanziati circa 300 miliardi di euro per investimenti energetici, dei quali circa 95 miliardi non sarebbero ancora stati utilizzati.
La posizione di Bruxelles, almeno per ora, sembra quindi prudente: la Commissione non esclude margini di flessibilità, ma insiste sul fatto che i governi abbiano ancora strumenti finanziari inutilizzati. È una linea che riflette anche il nuovo equilibrio del Patto di stabilità entrato in vigore nel 2024, che mantiene obiettivi di riduzione del debito ma consente alcune deroghe legate a investimenti considerati strategici, come quelli per la difesa.
La richiesta di Meloni ha provocato reazioni immediate da parte delle opposizioni italiane, che accusano il governo di incoerenza. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuanelli ha sostenuto che la presidente del Consiglio “ha firmato tutto” negli ultimi anni, dal nuovo Patto di stabilità agli impegni Nato sull’aumento delle spese militari, per poi chiedere ora nuove deroghe a Bruxelles. Secondo Patuanelli, la lettera rappresenterebbe “un tentativo tardivo e ipocrita” di rendere più sostenibili politicamente gli impegni presi sulla difesa.
Anche Peppe De Cristofaro, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di “fallimento” del governo, accusando Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di aver sostenuto le nuove regole europee salvo poi contestarne gli effetti. De Cristofaro ha inoltre criticato la scelta europea di agevolare la spesa per la difesa più di quella sociale ed energetica.
Dalla maggioranza, invece, è arrivato sostegno all’iniziativa del governo. Giovanni Donzelli ha detto che l’Europa “non deve rischiare di arrivare tardi” rispetto alla crisi energetica, mentre l’eurodeputato Carlo Fidanza ha sostenuto che “gli strumenti ordinari non bastano più” e che la sicurezza energetica debba ormai essere considerata una questione di sicurezza nazionale al pari della difesa.









