Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si fa sentire sul caso Flotilla, commentando il video – nel quale compare il ministro per la sicurezza nazionale Ben Gvir – in cui gli attivisti vengono trattenuti da Israele.
Si è trattato di un “trattamento incivile – ha scritto Mattarella in una nota – inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”.
Cardinale Ravasi, scene impressionanti, è degrado dell’umanità
«Di fronte a scene impressionanti come ad esempio quelle della Flottila, ancora più impressionante è vedere un ministro ben noto di Israele col cappio come emblema e dopo che è passato un suo progetto di legge sulla pena di morte, con tutti i suoi accoliti festeggiava con lo champagne, li è degrado dell’umanità. Tra poco uscirà l’enciclica del Papa, il cui il titolo è già significativo: ’Magnifica Humanitas’. Ma è anche la terribilis humanitas, tendenzialmente la deriva è quella di perdere la speranza». Lo ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio consiglio per la cultura, intervenendo alla cerimonia inaugurale della 21esima edizione del Festival dell’economia di Trento, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia in collaborazione con Comune e Università.
Fontana: trattamento ingiustificabile degli attivisti Flotilla
«Non c’è alcuna ragione che possa giustificare un trattamento come quello riservato agli attivisti, come emerge dalle immagini diffuse. Condanno fermamente le parole e i gesti rivolti loro, purtroppo anche da un ministro di Israele. Il contrasto delle idee non può trasformarsi in odio o in violazione del rispetto dovuto alle persone e alla loro dignità». Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, sul caso della global sumud flotilla.
Legali Flotilla: «I fermati denunciano abusi, molestie sessuali e ferite»
Intanto, il team legale dell’ong Adalah che ha fornito assistenza ai membri della Flotilla nel porto di Ashdod riferisce di aver raccolto dai detenuti «denunce relative a violenze estreme, umiliazione sessuali e gravi ferite da parte delle forze israeliane», compresi «almeno tre casi di persone ricoverate in ospedale e successivamente dimesse», «decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie». Le testimonianze riportano «l’uso frequente di taser» e ferite «da proiettili di gomma durante l’intercettazione» in mare. Oltre agli «abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. A diverse partecipanti donne è stato strappato l’hijab dalle autorità israeliane».










