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Salute

il primo “svapo” sotto i 13 anni

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 22, 20264 min di lettura
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il primo “svapo” sotto i 13 anni

In Europa circa 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni d’età utilizzano prodotti del tabacco e in numerosi Paesi, come nel Regno Unito, le sigarette elettroniche stanno ormai superando le sigarette tradizionali tra i più giovani. La prima sigaretta elettronica per 1 ragazzo su 7, tra i 15 e i 18 anni d’età, viene ‘svapata’ sotto i 13 anni. I dati, emersi durante la seconda giornata della European Conference on Tobacco or Health (ECToH) a Milano, organizzata da Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori) fotografano una realtà ormai chiara: la vera emergenza di oggi non è più solo il fumo, ma la dipendenza da nicotina a 360 gradi. Il principale congresso europeo del settore ha infatti allargato il mirino, mettendo sotto accusa e-cig, prodotti a tabacco riscaldato e le nicotine pouches (le bustine di nicotina da assumere oralmente, che spopolano sul web). In Italia, si stima che i consumatori regolari di e-cig e tabacco riscaldato nella fascia d’età 18-34 anni siano quasi 1,7 milioni (ISS-ISTAT), costituendo quasi la metà (circa il 45%) di tutti gli utilizzatori di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato presenti nel nostro paese.

I dati presentati durante il congresso di Milano parlano da soli. Uno studio condotto in Irlanda, all’interno del sistema di sorveglianza ESPAD, su oltre 5.500 ragazzi tra i 15 e i 18 anni d’età rivela che quasi 4 su 10 hanno già provato la sigaretta elettronica e più di uno su cinque la usa regolarmente. Ancora più preoccupante il dato relativo all’età di inizio: il 13,7% dei ragazzi ha utilizzato e-cig prima dei 13 anni. 

Secondo gli esperti intervenuti a Milano, il rischio principale è che i nuovi dispositivi riportino la nicotina a essere percepita come un’abitudine “normale”, moderna e socialmente accettabile. “La cosiddetta riduzione del danno proposta dall’industria del tabacco rappresenta certamente una strategia di mercato molto efficace, ma pone interrogativi sempre più importanti dal punto di vista della salute pubblica,spiega Silvano Gallus, epidemiologo dell’Istituto Mario Negri e presidente del comitato scientifico di ECToH Milano 2026. Oggi il problema non riguarda più soltanto le sigarette tradizionali, ma la dipendenza da nicotina nel suo complesso”.

Inoltre la promessa che la sigaretta elettronica aiuti a smettere di fumare si scontra con la realtà dei dati italiani, che dimostrano come lo svapo spesso non favorisca l’addio alle sigarette tradizionali, ma anzi causi ricadute. Molti ragazzi finiscono così nella trappola del “consumo duale” (fumare e svapare contemporaneamente), un mix che aumenta i rischi per la salute anche rispetto a chi fuma solo” sigarette tradizionali. Si stima che in Italia più dell’80% dei consumatori di sigarette elettroniche faccia un uso duale. “I dati mostrano che chi utilizza contemporaneamente sigarette ed e-cig abbiaun rischio significativamente più elevato rispetto ai fumatori esclusivi di sigarette convenzionali – riferisce Gallus -: +29% di rischio cardiovascolare, +39% di rischio di ictus, +41% di rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva e +42% di patologie del cavo orale”. 

Un altro tema affrontato dagli esperti riguarda l’efficacia delle sigarette elettroniche nella cessazione del fumo. Alcuni dati epidemiologici italiani presentati durante il congresso suggeriscono infatti che, nei contesti reali, questi dispositivi non favoriscano in modo significativo l’abbandono delle sigarette tradizionali e possano invece facilitare ricadute o nuovi consumi.  “Il vero rischio oggi è che la nicotina torni a essere percepita come innocua o addirittura banale – commenta Roberto Boffi, direttore della Pneumologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – soprattutto tra ragazzi che non avrebbero mai iniziato a fumare sigarette tradizionali. Il problema non è soltanto il prodotto, ma la dipendenza”. Se la nicotina è tornata di moda, il merito è soprattutto dello smartphone. Uno studio francese del Comité National Contre le Tabagisme ha scovato, nel solo 2024, ben 668 annunci illegali online di prodotti alla nicotina, veicolati tramite SMS, newsletter e social. Il re della promozione è Instagram, dove influencer e inserzioni spingono i prodotti puntando su aromi accattivanti, stile di vita e promozioni esclusive, targettizzando i giovanissimi.

Le armi per combattere la dipendenza da nicotina, che sia da sigaretta tradizionale o elettronica, esistono: durante il congresso si è discusso molto anche dell’efficacia della citisina, un principio attivo naturale molto promettente, la cui rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale è stata approvata di recente.

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