Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
L’etichetta può dire tanto di un vino, ma bisogna saperla leggere: ecco come

L’etichetta può dire tanto di un vino, ma bisogna saperla leggere: ecco come

Maggio 22, 2026
L’Italia del sapere umanistico rilancia. Art Bonus aperto, patrimonio condiviso

L’Italia del sapere umanistico rilancia. Art Bonus aperto, patrimonio condiviso

Maggio 22, 2026
proroga taglio delle accise fino al 6 giugno

proroga taglio delle accise fino al 6 giugno

Maggio 22, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Alzheimer: depressione, sedentarietà e sonno segnali d’allarme per le donne
Salute

Alzheimer: depressione, sedentarietà e sonno segnali d’allarme per le donne

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 22, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Alzheimer:  depressione, sedentarietà e sonno segnali d’allarme per le donne

I numeri parlano chiaro. Le donne sono più esposte alla probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer ed altre forme di deficit cognitivo, tanto da rappresentare quasi i due terzi dei casi.Inoltre manifestano un decorso iniziale più rapido rispetto agli uomini. A spiegare la maggior vulnerabilità biologica del genere femminile possono concorrere diversi elementi: ad esempio l’aspettativa di vita più lunga, fattori ormonali, l’accumulo più rapido della proteine tau e amiloide che si depositano, l’impatto più pesante dei fattori genetici di rischio. Ma attenzione. Se su questi aspetti si può fare poco, ci sono invece elementi di pericolo specifici di genere su cui agire in prevenzione è possibile, con una particolare attenzione per la donna. A dirlo è una ricerca condotta dagli esperti dell’Università della California di San Diego (primo nome Megan Fitzhugh), coordinata da Judy Pa e pubblicata su Biology of Sex Differences.

Il rischio di genere

Gli studiosi d’oltre Oceano hanno preso in esame le informazioni relative a 13 diversi fattori di rischio (ad esempio livello di istruzione, perdita dell’udito, fumo, consumo di alcol, obesità, depressione, inattività fisica, ipertensione, diabete e altre patologie cardiometaboliche) in una popolazione di oltre 17.000 adulti compresi nello Health and Retirement Study. “Questi fattori, codificati dalla letteratura internazionale, sono la chiave per gli approcci di prevenzione del decadimento cognitivo e le strategie di salute cerebrale”, segnala Matteo Pardini, docente presso il Dipartimento di neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno-infantili – DINOGMI dell’Università di Genova – Azienda Ospedaliera Metropolitana Genovese.

L’analisi di questi dati ha rivelato che per le donne la depressione risulta maggiormente frequente rispetto agli uomini (17% rispetto al 9% negli uomini), così come inciderebbero di più la sedentarietà (48% rispetto al 42%) e le difficoltà nel sonno (45% rispetto al 40%). Infine, nel genere femminile si è riscontrato un livello di istruzione medio leggermente inferiore, possibile fattore di rischio per il successivo declino cognitivo.

Nella popolazione maschile si sono invece osservati con più frequenza altri fattori di rischio: il calo uditivo (64% rispetto al 50% nelle donne) il diabete (24% rispetto al 21%), l’abuso di alcolici (22% rispetto al 12%). Praticamente pari, infine, la situazione per l’ipertensione (siamo intorno al 60% della popolazione in esame e per l’indice di massa corporeo: il BMI medio per entrambi i sessi è risultato nella fascia di sovrappeso-obesità. Attenzione però: le carenze nella salute cardiaca e metabolica hanno mostrato associazioni negative più marcate con le funzioni cognitive nelle donne. Anche la perdita dell’udito e il diabete, pur essendo più comuni negli uomini, sono risultati associati a punteggi cognitivi inferiori nelle donne.

Verso la prevenzione di precisione

Insomma: non solo alcuni fattori di rischio modificabili sono più frequenti nelle donne che negli uomini, ma lo stesso fattore di rischio per il decadimento cognitivo potrebbe non colpire tutti allo stesso modo, con effetti cognitivi moderati negli uomini ma pesanti influenze sul benessere cerebrale femminile. “Queste differenze evidenziano l’importanza di considerare il sesso come variabile chiave nella ricerca sulla demenza – è il commento di Pa in una nota dell’Università californiana -. Le differenze di genere sono profondamente trascurate in molte delle principali cause di morte come l’Alzheimer, le malattie cardiache e il cancro”. Insomma: piuttosto che concentrarsi in modo aspecifico sui fattori di rischio in generale, quando si parla di elementi modificabili secondo gli esperti sarebbe importante dare priorità a quelli che sembrano avere il maggiore impatto cognitivo per i maschi e per le femmine.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Tumori, nel futuro ci saranno tante “pallottole magiche”: ecco i farmaci ADC

Tumori, nel futuro ci saranno tante “pallottole magiche”: ecco i farmaci ADC

Ematologia:  nuove terapie con molecole  già note, la cura è più veloce e sostenibile

Ematologia: nuove terapie con molecole già note, la cura è più veloce e sostenibile

Disturbi mentali, diagnosi raddoppiate dal 1990: colpiti in 1,2 miliardi nel mondo

Disturbi mentali, diagnosi raddoppiate dal 1990: colpiti in 1,2 miliardi nel mondo

Arresto cardiaco improvviso nei giovani, dna e cicatrici cuore le cause finora ignote

Arresto cardiaco improvviso nei giovani, dna e cicatrici cuore le cause finora ignote

il primo “svapo” sotto i 13 anni

il primo “svapo” sotto i 13 anni

Sonno, veglia, rem: la ricerca spaziale apre nuovi orizzonti sul monitoraggio

Sonno, veglia, rem: la ricerca spaziale apre nuovi orizzonti sul monitoraggio

Parte la caccia agli infermieri indiani: al via corsia veloce per assumerli in Italia

Parte la caccia agli infermieri indiani: al via corsia veloce per assumerli in Italia

Tumori, al Festival del cinema di Cannes  riflettori sulla «leucemia dei bambini»

Tumori, al Festival del cinema di Cannes riflettori sulla «leucemia dei bambini»

oltre 600 casi. Nessun vaccino per la variante Bundibugyo

oltre 600 casi. Nessun vaccino per la variante Bundibugyo

Articoli Principali

L’Italia del sapere umanistico rilancia. Art Bonus aperto, patrimonio condiviso

L’Italia del sapere umanistico rilancia. Art Bonus aperto, patrimonio condiviso

Maggio 22, 2026
proroga taglio delle accise fino al 6 giugno

proroga taglio delle accise fino al 6 giugno

Maggio 22, 2026
Cambiamenti sociali e climatici, responsabilità dei nuovi leader

Cambiamenti sociali e climatici, responsabilità dei nuovi leader

Maggio 22, 2026
La leghista Piazza evoca Modena al comizio di Schlein: sospesa. Meloni: «Parole inaccettabili»

La leghista Piazza evoca Modena al comizio di Schlein: sospesa. Meloni: «Parole inaccettabili»

Maggio 22, 2026

Ultime Notizie

Guardiola lascia il Manchester City e l’Italia sogna

Guardiola lascia il Manchester City e l’Italia sogna

Maggio 22, 2026
Pensioni, assegni più leggeri per chi uscirà dal lavoro nel 2060

Pensioni, assegni più leggeri per chi uscirà dal lavoro nel 2060

Maggio 22, 2026
Giorgetti, all’incontro informale dell’Eurogruppo a Cipro, spinge per più flessibilità

Giorgetti, all’incontro informale dell’Eurogruppo a Cipro, spinge per più flessibilità

Maggio 22, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.