Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Il segreto della longevità? Sta nei luoghi, nelle relazioni e in un pizzico di stress

Il segreto della longevità? Sta nei luoghi, nelle relazioni e in un pizzico di stress

Maggio 27, 2026
Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Maggio 27, 2026
mantello nero e gonnellino d’oro

mantello nero e gonnellino d’oro

Maggio 27, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Rifiuti, il Sud paga per la Tari 90 euro in più rispetto al Nord
Notizia

Rifiuti, il Sud paga per la Tari 90 euro in più rispetto al Nord

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 27, 20264 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Rifiuti, il Sud paga per la Tari 90 euro  in più rispetto al Nord

L’Italia migliora la sua performance sulla raccolta differenziata e sul riciclo, ma il gap tra i quantitativi di rifiuti raccolti e quelli effettivamente recuperati è ancora ampio. E rimane forte anche il deficit impiantistico, in particolare nel Meridione, con riflessi molto significativi sui costi del servizio, su cui impatta, e non poco, anche l’eccessiva frammentazione del servizio. Che, nel centro-sud, rinvia alla elevata presenza di gestioni che non superano il territorio comunale, mentre lì sono ancora troppo pochi i grandi operatori industriali in grado di chiudere il ciclo. Con il risultato che il Sud ha pagato 378 euro di Tari nel 2025 a fronte di una media nazionale di 333 euro per una famiglia di 3 componenti e un’abitazione di 100 metri quadri: 90 euro in più di quanto ha versato lo stesso nucleo al Nord (288 euro) e poco sopra l’asticella del Centro (358 euro).

Salgono raccolta differenziata e riciclo

È questa la fotografia scattata dal Green Book 2026, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, che sarà presentato oggi a Napoli e al quale hanno collaborato anche Ispra, Enea, Cdr Raee e alcune aziende associate alla Federazione. L’analisi offre, quindi, uno spaccato puntuale sullo stato dell’arte del settore, a partire dal livello raggiunto dalla produzione nazionale dei rifiuti urbani nel 2024 (ultimo dato disponibile) che si è attestata poco sopra i 29,9 milioni di tonnellate, il 2,3% in più dell’anno prima, mentre la raccolta differenziata ha raggiunto il 68% della produzione nazionale (+1%), per un valore pari a quasi 20,3 milioni di tonnellate. Sale, poi, anche il tasso di riciclaggio, che tocca quota 52% (+1,3%), ma resta lontano dall’obiettivo indicato dall’Europa (il 65% al 2035) per via di una dotazione impiantistica ancora non uniforme sul territorio nazionale. Con le maggiori criticità soprattutto nel Sud peninsulare e in Sicilia, sia per la frazione organica sia per l’indifferenziato residuo. Mentre al Centro la realizzazione degli impianti a Roma (i due biodigestori in via di realizzazione a Cesano e a Casal Selce e il termovalorizzatore di Santa Palomba) dovrebbero contribuire a dimezzare il fabbisogno per la frazione residua e a ridurre di un quarto quello per la frazione organica.

La possibile estensione del meccanismo Ets ai termovalorizzatori

Sui futuri progetti incombe un rischio su cui oggi, nel corso della presentazione dei risultati della ricerca, richiamerà l’attenzione il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro: la possibile estensione, a partire dal 2028, del sistema europeo per lo scambio di quote di emissioni (l’Ets) agli impianti waste to energy prevista dalla direttiva Ue 959/2023 che ha profondamente riformato il meccanismo. «L’eventuale inclusione dei termovalorizzatori nel sistema Ets rischia di generare ulteriori aggravi tariffari per Comuni, cittadini e imprese, senza produrre benefici ambientali significativi. Gli impianti di riciclo e quelli di recupero energetico sono indispensabili per promuovere la gestione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Il Pnrr ha favorito lo sviluppo dell’impiantistica di riciclo, contribuendo a riequilibrare in parte le differenze tra Nord e Sud», spiega Dal Fabbro a Il Sole 24 Ore che ribadisce il ruolo cruciale dei termovalorizzatori. «Sono essenziali per la chiusura del ciclo perché permettono di trattare i materiali non riciclabili e di recuperare energia, senza ostacolare la raccolta differenziata ma anzi integrandola in un sistema sostenibile ed efficiente».

Il conto per il sistema italiano

nsomma, la mossa europea potrebbe avere notevoli ripercussioni su questi impianti che rappresentano meno del 2% delle emissioni nazionali: secondo le stime di Utilitalia e della fondazione Utilitatis, presieduta da Mario Rosario Mazzola, l’applicazione del carbon pricing potrebbe produrre fino a 45 euro a tonnellata di aggravi tariffari e fino a 350 milioni di euro l’anno di oneri aggiuntivi. Un conto salato, dunque, per il sistema che italiano che sta cercando faticosamente di risalire la china. E i dati citati nel rapporto sulla composizione dei rifiuti avviati a riciclo evidenziano il ruolo centrale delle diverse filiere: la frazione organica rappresenta il 41% dei quantitativi destinati al riciclaggio, seguita da carta e cartone (25%), vetro (13%), legno (7%) e plastica (6%). E i diversi assetti di gestione si riflettono nei costi medi di raccolta e trattamento che variano tra i segmenti: si va dai 24,2-27,8 centesimi di euro per chilogrammo del vetro ai 43,67-53,44 centesimi per chilogrammo degli imballaggi in plastica, dove l’incidenza delle frazioni estranee pesa maggiormente sulla variabilità dei costi.

Il capitolo investimenti e fatturato

Infine, il fronte investimenti con le aziende del settore che, nel 2024, hanno messo in campo un impegno di circa 2 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2016 e con un picco registrato tra 2022 e 2023, legato in parte alla spinta del Pnrr. Quanto al fatturato, l’asticella è di 19 miliardi di euro (lo 0,9% del Pil nazionale), con più di 122 mila addetti diretti.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Caccia di sesta generazione, oltre 4mila ingegneri rischiano di essere spostati su altri progetti

Caccia di sesta generazione, oltre 4mila ingegneri rischiano di essere spostati su altri progetti

Il governo rivendica le misure sul fisco: «Quasi 12mila euro in più per le mamme lavoratrici»

Il governo rivendica le misure sul fisco: «Quasi 12mila euro in più per le mamme lavoratrici»

Fisco, quanto dichiarano notai, commercianti e agricoltori. Redditi medi in aumento per le partite Iva

Fisco, quanto dichiarano notai, commercianti e agricoltori. Redditi medi in aumento per le partite Iva

Donne ai vertici, due terzi dei Paesi in regola

Donne ai vertici, due terzi dei Paesi in regola

Flussi elettorali: ecco perché a Venezia M5S ha aiutato il centrodestra a vincere

Flussi elettorali: ecco perché a Venezia M5S ha aiutato il centrodestra a vincere

Nato, Cavo Dragone: «Su ritmi produzione militare Europa in ritardo»

Nato, Cavo Dragone: «Su ritmi produzione militare Europa in ritardo»

In Italia mancano 30mila conducenti: al via la piattaforma per trovare lavoro

In Italia mancano 30mila conducenti: al via la piattaforma per trovare lavoro

Qualità della vita per età, le ricette dei sindaci al top delle classifiche

Qualità della vita per età, le ricette dei sindaci al top delle classifiche

Articoli Principali

Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Foreste europee, più ettari ma meno biodiversità. E aumenta il rischio incendi

Maggio 27, 2026
mantello nero e gonnellino d’oro

mantello nero e gonnellino d’oro

Maggio 27, 2026
Farmaci contro la sclerosi multipla, il faro di Antitrust su Biogen

Farmaci contro la sclerosi multipla, il faro di Antitrust su Biogen

Maggio 27, 2026
Schneider Electric punta sul polo di Padova per il raffreddamento dei data center

Schneider Electric punta sul polo di Padova per il raffreddamento dei data center

Maggio 27, 2026

Ultime Notizie

L’insalata in busta non va lavata? Ecco a cosa fare attenzione

L’insalata in busta non va lavata? Ecco a cosa fare attenzione

Maggio 27, 2026
i consigli per affrontare la situazione

i consigli per affrontare la situazione

Maggio 27, 2026
Caccia di sesta generazione, oltre 4mila ingegneri rischiano di essere spostati su altri progetti

Caccia di sesta generazione, oltre 4mila ingegneri rischiano di essere spostati su altri progetti

Maggio 27, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.