A Lecco il sindaco uscente (centrosinistra) parte in svantaggio
A Lecco il ballottaggio sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, arrivato terzo con il 5,2% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come pure Patto per il Nord (1,7%).
A Macerata ballottaggio per soli 10 voti
A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, ha chiuso icon il 49,96% delle preferenze, mancando la vittoria al primo turno per soli 10 voti. Respinto dal Tar il ricorso di Parcaroli, che chiedeva prima del ballottaggio il riconteggio delle 350 schede dichiarate nulle. Lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,9%) ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un’intesa con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,5% con la lista Officina delle Idee.
La sfida a Trani
A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfidano Marco Galiano (40,7%), sostenuto al primo turno dal Pd, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Nel centrosinistra ha pesato la perdita di una parte del Pd (il presidente del Consiglio comunale uscente, Giacomo Marinaro, si è presentato con una propria coalizione, portando con sé un gruppo consistente di consiglieri comunali e raggiungendo circa il 21% delle preferenze). Anche il Movimento 5 Stelle a Trani ha scelto di non dare vita al “campo largo”, proponendo un proprio candidato sindaco, Vito Branà, che ha ottenuto il 3%. Nelle ultime due settimane si sono susseguite voci di apparentamenti, tutte poi smentite.
A Vigevano il fattore Vannacci e le divisioni nel centrodestra
E poi c’è il caso Vigevano (Pavia) dove la candidata del centrosinistra Rossella Buratti (34,3%) parte in vantaggio sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da FI. Anche qui niente accordi ufficiali. Ma peseranno le mosse della Lega e di Furio Suvilla, il candidato appoggiato da Roberto Vannacci, che ha registrato un exploit (14,2%) al primo turno. Suvilla ha invitato i vigevanesi a votare scheda bianca o nulla al ballottaggio: “Non appoggeremo chi si definisce di centrodestra ma poi ha paura di prendere posizioni ufficiali sui temi più importanti che riguardano la nostra città”. Lega è stata la grande sconfitta del primo turno: si è fermata a un modesto 9,3%, un calo consistente rispetto al 27% del 2020. E il suo candidato Riccardo Ghia, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, non è andato oltre il 21,45 %, rimanendo tagliato fuori dal ballottaggio. Lega e Noi Moderati hanno scelto di lasciare libertà di voto ai loro elettori. «Il nostro invito è di valutare il “male minore” per Vigevano», ha commentato Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, nominato commissario provinciale del Carroccio dopo la sconfitta al primo turno. Fratelli d’Italia invece si è è schierata pubblicamente a favore di Previde Massara.
In Sardegna 148 Comuni al primo turno
Domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno si vota anche in Sardegna dove in poco più di 400mila sono chiamati a eleggere al primo turno sindaci e consigli comunali in 148 Comuni. Le sfide politicamente più rilevanti si concentrano nei centri maggiori. A Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna, il sindaco uscente Graziano Milia cerca la riconferma con una coalizione di centrosinistra ma senza simboli, contro il candidato del centrodestra Marco Porcu, e contro il civico Roberto Matta. Riflettori puntati anche su Sestu e Porto Torres, i due comuni sopra i 15mila abitanti che potrebbero andare al ballottaggio il 21 e 22 giugno in caso nessun candidato superi il 50% dei voti, insieme ai due nuovi capoluoghi di Provincia, Tempio Pausania e Sanluri.










