Fare luce sull’origine dei finanziamenti a candidati e partiti monitorando la provenienza dei milioni di euro che alimentano l’attività politica del Paese. È l’obiettivo di Moneytor, l’osservatorio lanciato da due atenei italiani – l’Università degli studi La Sapienza di Roma e l’Università di Torino – insieme a The Good Lobby Italia, Transparency International Italia e Raise the Wind. L’iniziativa mira a verificare se esiste una correlazione tra chi finanzia e chi orienta concretamente le scelte che ricadono sulla comunità.
Federico Anghelé, direttore di The Good Lobby, organizzazione non profit nata nel 2015, ritiene infatti che «nonostante il finanziamento alla politica sia uno dei temi più trascurati del dibattito pubblico italiano, conoscere esattamente l’origine dei finanziamenti a fondazioni e partiti politici significa comprendere chi ha realmente voce in tutte le decisioni di interesse collettivo».
Un approccio empirico
«L’Osservatorio – spiega la professoressa Chiara Fiorelli dell’Università La Sapienza – nasce da una volontà di intenti comune: mettere il nostro sapere specialistico a servizio della società civile e favorire una sinergia di competenze non solo per capire come funziona il finanziamento, ma anche per analizzare i flussi, informare i cittadini e agire nella società civile».
Moneytor si propone infatti di comprendere – grazie a un approccio empirico e comparato e avvalendosi della collaborazione tra mondo accademico e organizzazioni della società civile – chi realmente supporta le campagne elettorali. L’osservatorio, come spiegano i promotori del progetto, vuole rappresentare uno spazio di coordinamento e dibattito interdisciplinare.
Garantire trasparenza
L’obiettivo primario dell’iniziativa è quindi garantire trasparenza, responsabilità e consapevolezza pubblica sul rapporto tra denaro e politica, favorendo un dialogo aperto e informato e producendo rapporti periodici che saranno disponibili sia alle istituzioni che ai cittadini.











