Estate, tempo di passeggiate nei boschi e nei prati.
Luoghi dove si cerca fresco e spesso si trovano zecche che possono attaccarsi alla pelle e divenire veicolo di encefalite o della malattia di Lyme.
Sette le infezioni registrate dall’inizio dell’anno in Trentino, con due ricoveri.
Dati in linea con gli ultimi anni spiega Maria Grazia Zuccali, direttrice del dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria provinciale.
La presenza del parassita è ormai endemica.
“Tutto il Trentino è “invaso”, il cambiamento climatico ha portato a una proliferazione” spiega Zuccali.
I piccoli roditori veicolano poi le zecche, specie dove la vegetazione è più fitta.
Meglio, dunque, restare sui sentieri con un abbigliamento adeguato.
“I pantaloni lunghi infilati nei calzini – riprende la dirigente – per evitare che ci sia lo spazio perché si attacchino alla pelle”.
Importante anche la vaccinazione, aggiunge ancora Zuccali: la profilassi in Trentino è gratuita.
Diciottomila le dosi distribuite ad adulti, quattromila a bambini.












