Sarà Carmelo Burgio il candidato di Futuro nazionale per le prossime elezioni comunali di Milano. Ad annunciarlo è stato Roberto Vannacci dal palco della Versiliana spiegando già chi è e quali esperienza ha maturato. Burgio è «un generale dei carabinieri, un uomo delle istituzioni», che «ha lavorato alla Direzione investigativa antimafia ed è stato un paracadutista».
La conoscenza della sicurezza
«Correremo in tutte le grandi città, a Milano, Bologna, Roma, così come correremo alle politiche», ha detto Vannacci che poi, riferendosi nuovamente a Burgio, ha sottolineato che con lui «Milano potrà tornare la Città della Madonnina e non dei Maranza».
Vannacci: saprebbe come rastrellare Rogoredo
Sempre dal palco della Versiliana vannacci ha ulteriormente aggiunto che Burgio «ha comandato le province di Trapani e Caserta. A Caserta ha lottato assiduamente contro il clan dei Casalesi portando a termine operazioni spregiudicate che gli hanno consentito di raggiungere dei risultati incredibili. E proprio lui ha ottenuto di poter operare con un reggimento paracadutisti in appoggio. E sono convinto che se chiedessimo a Burgio di rastrellare Rogoredo, saprebbe come farlo! Saprebbe come farlo senza bisogno dei consigli del prefetto Gabrielli».
«Ho già detto altre volte questa cosa di Rogoredo – ha precisato il leader di Fn – lo ripeto perchè per me è un chiodo fisso. E poi passeremo dopo Rogoredo a Scampia o a qualche altra località dove c’è bisogno di far tornare lo Stato in possesso della sovranità».
«Confronto con tutti ma linee rosse non negoziabili»
Vannacci si è soffermato anche sul tema delle alleanze: «I nostri sostenitori e simpatizzanti ci seguono perchè credono innanzitutto nella coerenza di un progetto politico.Credono nella non negozialità di determinate linee rosse. Credono che ci sia qualcuno, che a dispetto delle poltrone e dei giochi di palazzo, porti avanti con serietà un progetto politico. Ecco perchè il pubblico sta aumentando sempre di più ed ecco perché molte persone che prima non pensavano alla politica o erano disillusi, stanno prendendo fiducia. Fn va avanti secondo i presupposti che ha fondato. Le persone si accorgono che c’è un punto di riferimento a cui guardare a cui difficile cambiare rotta. Anzi, noi la rotta non la cambiamo mai. Siamo disposti a discutere con tutti. Mi hanno chiesto di un fantomatico mio incontro con Grillo che non è mai avvenuto. Prima si parlava di Renzi poi di Di Battista ora di Grillo. Io parlo con tutti, sono disposto a confrontarmi con tutti ma le mie posizioni restano quelle. Le mie linee non negoziabili rimangono quelle. Costi quel che costi, vada come vada… Noi siamo la sporca dozzina, noi siamo già falliti, non possiamo fallire ancora, noi possiamo solo avere successo perchè siamo già falliti».











