In serata è arrivato il secondo pronunciamento dell’anno sul rating italiano da parte dell’agenzia Fitch, che ha ribadito il livello BBB+ con outlook stabile già confermato lo scorso marzo.
I rating dell’Italia – si legge in una nota dell’agenzia – sono sostenuti da un’economia ampia, sempre più diversificata e ad alto valore aggiunto, nonché dai vantaggi in termini di stabilità istituzionale e finanziaria derivanti dall’appartenenza all’Ue e all’area dell’euro. I rating beneficiano inoltre di elevati livelli di ricchezza e di indicatori di governance relativamente solidi. Tali punti di forza sono controbilanciati da un onere del debito pubblico molto elevato e da prospettive di crescita a medio termine limitate, fattori che restringono la flessibilità di bilancio e limitano la capacità di riduzione del debito.
Il deficit di bilancio
Fitch prevede un modesto miglioramento del deficit di bilancio nel 2026, portandolo al 2,9% del PIL (rispetto a una mediana del 3,2% per i paesi con rating BBB), grazie a una gestione prudente della spesa e alla tenuta delle entrate, favorita anche da un mercato del lavoro solido. Le misure adottate finora per compensare i maggiori costi energetici sono state contenute (inferiori allo 0,2% del PIL) e a impatto neutro sul bilancio. Gli investimenti pubblici rimangono al centro dell’attenzione – trainati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – con l’obiettivo di mantenere lo slancio economico a medio termine.
Flessibilità di spesa per energia e difesa
Il governo ha attivato la clausola di salvaguardia nazionale per consentire una maggiore flessibilità di spesa per l’energia (0,6% del PIL) e per la difesa (0,9%) nel periodo 2026-2028. Fitch prevede che le spese effettive saranno inferiori agli stanziamenti nominali, ma è probabile che il governo riveda al rialzo gli obiettivi di deficit per il 2027-2028 (rispetto a quanto previsto nel Piano Strutturale di Medio Termine) per far fronte a tali spese. Prevede inoltre che i deficit rimangano sostanzialmente invariati a partire dal 2026, con un miglioramento del saldo primario di 0,3 punti percentuali.
Nel complesso, si continua a riscontrare un forte impegno (e una comprovata e crescente attenzione) verso la prudenza fiscale e il rispetto delle regole di bilancio dell’UE, nonostante persistano pressioni a lungo termine legate all’invecchiamento della popolazione, agli oneri per interessi e al cambiamento climatico. Secondo lo scenario di base di Fitch, l’Italia dovrebbe uscire dalla procedura per i disavanzi eccessivi il prossimo anno.









