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Home » Allarme Arvedi Ast: non più sostenibile il costo dell’energia
Economia

Allarme Arvedi Ast: non più sostenibile il costo dell’energia

Sala StampaDi Sala StampaSettembre 11, 20266 min di lettura
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Allarme Arvedi Ast: non più sostenibile il costo dell’energia

«Il peso dei costi energetici per Arvedi Ast e per le industrie siderurgiche italiane è diventato insostenibile». Lo denuncia il gruppo del quale fa parte l’acciaieria ternana. «Ci troviamo ad operare in un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali e da una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani», sostiene l’azienda in una nota. «Non chiediamo condizioni di favore, ma che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti» ribadisce. «I produttori italiani sono costretti ad approvvigionarsi della loro principale voce di costo in un mercato energetico particolarmente penalizzante rispetto a quello dei principali concorrenti europei» sostiene Arvedi Ast. «Il gruppo – prosegue la nota -, dal 2022, ha intrapreso un percorso di rilancio a Terni attraverso un piano di investimenti strategici, finalizzato al rilancio della competitività attraverso il riequilibrio e l’ottimizzazione del le capacità produttive dello stabilimento, massimizzando la produzione di laminati a freddo, riducendo contestualmente l’impatto ambientale dei processi e i costi di trasformazione». Arvedi Ast con oltre 2.550 lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati, ai quali si aggiunge un migliaio delle imprese dell’indotto, rappresenta una delle principali realtà industriali e occupazionali dell’Umbria.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«I danni che stiamo subendo – denuncia Arvedi Ast – sono tali da mettere concretamente a rischio la continuità produttiva e la sostenibilità economica e occupazionale dell’azienda. In questo contesto, il Gruppo Arvedi, nell’interesse prioritario della tutela dell’occupazione e del futuro industriale dei propri dipendenti, ha portato avanti con determinazione il piano di investimenti di oltre 500 milioni di euro, anticipando significativamente le tempistiche previste dall’Accordo di Programma sottoscritto con le istituzioni. L’ampliamento del differenziale di costo dell’energia rispetto ai maggiori concorrenti europei di Arvedi Ast avrà come conseguenza un aumento dei costi di produzione così rilevante che, se trasferito sui prezzi di vendita, metterebbe i prodotti di Arvedi Ast fuori mercato, con conseguenze rilevanti sui livelli produttivi e quindi occupazionali». «Per Arvedi Ast – si legge ancora nella sua nota – è oggi, più che mai, indispensabile e strategico che vengano subito attuate le misure già individuate e formalizzate tra gli impegni previsti dall’Accordo di programma del 2025. Tali misure consistono, da un lato, nell’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta in Umbria dalla Centrale di Galleto a condizioni economiche competitive e coerenti con gli effettivi costi di generazione dell’impianto e con gli impegni assunti nell’Accordo di programma e, dall’altro, nell’introduzione e nella piena operatività del contributo per l’utilizzo del rottame inossidabile. L’attuazione tempestiva di questi interventi rappresenta una condizione essenziale per salvaguardare la competitività di Acciai Speciali Terni e garantirne i livelli occupazionali. Il perdurare nel tempo di queste condizioni di mercato così penalizzanti porterà inevitabilmente a misure che impatteranno la continuità produttiva. La questione energetica non riguarda soltanto Arvedi Ast. Riguarda la possibilità per l’Italia di mantenere produzioni industriali strategiche, sostenendo investimenti, occupazione e transizione ecologica».

«Il tema posto da Arvedi-Ast sul costo dell’energia obbliga ad accelerare la riconvocazione del tavolo dell’Accordo di programma. È quello lo strumento attraverso il quale istituzioni e azienda hanno assunto, con reciproci e dettagliati impegni, una responsabilità fondamentale nel tracciare il futuro produttivo e occupazionale del sito ternano» ha affermato l’assessore regionale umbro allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi-Ast Dimitri Menecali, sulla differenza dei costi energetici sostenuti dall’industria siderurgica italiana rispetto ai principali competitor europei. «Quella dell’energia non è una questione che emerge oggi« aggiunge. «È stata anzi una delle principali criticità emerse nel lungo percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’Accordo di programma – sostiene De Rebotti in una nota -, dopo una fase segnata da continui rinvii e dalla difficoltà di trovare condizioni in grado di sostenere la competitività del sito. Proprio per questo la Regione ha iniziato a lavorare sul tema, consapevole che il costo dell’energia rappresenta una variabile decisiva per il futuro di una realtà industriale come Ast e, con essa, per l’intero sistema economico e occupazionale ternano e umbro».

In merito a quanto dichiarato dalla Regione Umbria sull’Accordo di programma per Acciai Speciali Terni, fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) precisano che tutti gli impegni che l’Accordo, sottoscritto nel luglio 2025, pone in capo al Ministero sono stati rispettati. Sul fronte dell’energia, l’articolo 7 dell’Accordo, dedicato ai costi energetici, non attribuisce al Ministero alcun impegno specifico. Le misure previste sono riconducibili agli impegni assunti dalla Regione, anche in raccordo con l’azienda: la verifica di forme di gestione mista delle grandi derivazioni idroelettriche, la riserva di una quota della produzione a favore delle imprese energivore umbre e le soluzioni per la Centrale di Pentima. L’impegno del Governo riguardava invece il sostegno all’utilizzo del rottame di acciaio inossidabile. L’articolo 6-bis dell’Accordo prevedeva la presentazione al Parlamento, entro il 31 dicembre 2025, di un provvedimento che introducesse un credito d’imposta per le acciaierie a forno elettrico che producono acciaio inossidabile da rottame. L’impegno è stato rispettato nei tempi: la misura è stata introdotta con la legge di bilancio (articolo 1, commi 801-805, della legge 30 dicembre 2025, n. 199). La norma è ora oggetto di un percorso di notifica alla Commissione europea per la verifica della coerenza con la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia 2022 (Ceeag). Si tratta del passaggio necessario per l’attuazione della misura. Il Ministero lo sta seguendo insieme a tutte le amministrazioni centrali competenti e all’impresa, ed è su questo che si è concentrato il confronto di questi mesi. Il Ministero, precisano ancora le fonti, condivide l’esigenza di mettere Ast nelle condizioni di competere in un mercato europeo segnato da forti differenziali nel costo dell’energia. Su questo tema il Governo è impegnato anche in sede europea, a tutela di un sito strategico per la siderurgia nazionale. Per fare il punto sull’attuazione di tutti gli impegni, di parte pubblica e privata, il Mimit convocherà con la massima urgenza la riunione istitutiva del Comitato esecutivo previsto dall’articolo 9 dell’Accordo e il tavolo di verifica dell’Accordo di programma. In quella sede ciascuna delle Parti darà conto degli impegni di propria competenza.

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