I marchi della moda e del lusso stanno cercando di capire come muoversi in uno scenario che, negli ultimi sei anni, complici una serie di eventi geopolitici e non, è cambiato radicalmente, mettendoli più o meno in difficoltà. Di anni, dalla fondazione di Acne Studios ne sono passati 30 e quello che era un collettivo multidisciplinare, fondato a Stoccolma nel 1997 da artisti tra cui il direttore creativo Jonny Johansson, oggi è un marchio in crescita, forte dell’essere rimasto fedele a se stesso, alla propria idea di contaminazioni come leva per creare ispirazione. A raccontare la parabola di Acne Studios è il ceo Mattias Magnusson, classe 1980, una carriera ventennale in azienda e una convinzione: «Crediamo nella crescita disciplinata».
L’acronimo Acne significa “Ambition to Create Novel Expressions”. A 30 anni di distanza ritiene che l’azienda abbia raggiunto queste ambizioni e come?
I principi che hanno sempre guidato la nostra attività con successo sono due: creatività senza compromessi e multidisciplinarietà come leva per offrire un punto di vista nuovo e originale su ciò che verrà dopo. Siamo sempre concentrati sul futuro, mai nostalgici.
Quali sono le nuove espressioni che avete l’ambizione di creare adesso?
La nostra strategia si fonda sull’essere fedele ai nostri pilastri: il design prima di tutto, la creatività genuina, la voglia di ispirare e di offrire un’esperienza emozionante. Queste rimangono le ragioni per cui le persone entrano nei nostri negozi.










