Punta sul “b&b” di “beverage & bakery” l’edizione 2026 di Cibus Tec, che dal 27 al 30 ottobre porta a Parma il meglio delle tecnologie e delle soluzioni innovative per l’industria alimentare e delle bevande, riunendo in un un’unica location un ecosistema molto ampio, che abbraccia diversi comparti: dal processing al packaging, dall’automazione alla refrigerazione, dall’etichettatura all’intralogistica.
«Cibus Tec 2026 ha un’identità molto chiara – afferma Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma e di Kpe Koeln Parma Exhibitions –. È la piattaforma più completa dedicata alle tecnologie e all’innovazione per il food & beverage e non si limita a esporre macchinari: offre un vero affondo nell’intera catena tecnologica dell’industria alimentare, dove il trasferimento tecnologico diventa concreto e immediatamente applicabile».
Il beverage è da sempre un pilastro di Cibus Tec e quest’anno diventa ancora più protagonista con un intero padiglione dedicato a liquid food, acque, soft drink, vini, bevande alcoliche e analcoliche, dove i principali player globali presenteranno soluzioni che coprono tutta la catena tecnologica rispondendo alle sfide portate dal cambiamento dei consumi, dalle sfide della sostenibilità, e dalle esigenze di maggiori efficienza energetica e affidabilità degli impianti.
Il bakery, invece, entra per la prima volta nella piattaforma Cibus Tec in tutta la sua portata di comparto leader nell’export italiano di food technologies (15,3% di incidenza a valore) e in tutta la sua complessità. Nei prodotti della filiera di pane & co l’attenzione è sull’innovazione in termini di formulazioni innovative, riduzione degli sprechi, risparmio energetico e digitalizzazione, con uno sguardo rivolto all’evoluzione del mondo dei prodotti da forno, sempre più interconnesso e globalizzato.
L’internazionalità è un asset importante di Cibus Tec e i numeri di questa 54esima edizione lo confermano: il 30% delle 1.300 aziende espositrici sono estere mentre i visitatori professionali (ne sono attesi oltre 40mila) provengono da più di 35 Paesi. E poi ci sono gli oltre tremila decisori tecnici e manageriali del Top buyers program, in arrivo da 90 Paesi, selezionati per ruolo e progetti di investimento, e che rappresentano il vero indicatore della domanda industriale globale.




.jpeg?r=1170x507)






