Arrivano i nuovi aiuti contro la crisi dell’olio. Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agroalimentare vigilato dal Masaf, rafforza il sostegno alla filiera olivicola con la nuova “Cambiale Frantoi Oleari”, uno strumento finanziario destinato ad assicurare liquidità alle piccole e medie imprese del settore e a sostenerne le esigenze di capitale circolante connesse alla molitura delle olive e alla produzione di olio extravergine di oliva. La misura, approvata oggi dal consiglio di amministrazione dell’Istituto dopo il via libera del ministero del 18 settembre scorso e a pochi giorni dal bando indigenti da 16 milioni gestito da Agea, sarà attiva sul portale Ismea fino al 20 novembre con una dotazione complessiva di 40 milioni di euro e prevede due linee di intervento, dedicate rispettivamente ai frantoi agricoli e ai frantoi agroindustriali, cui si affiancherà una terza linea, attualmente in fase di definizione, destinata ad ampliare la platea delle imprese che potranno beneficiare del sostegno.
L’elemento centrale delle prime due linee della misura è l’incremento delle giacenze: possono accedere allo strumento i frantoi che abbiano registrato, al 30 giugno 2026 rispetto al 30 giugno 2025, un aumento di almeno il 25% delle giacenze ammissibili di olio extravergine di oliva, derivanti dalla molitura effettivamente svolta nello stabilimento del richiedente. Sono esclusi dal calcolo l’olio acquistato già trasformato, le partite detenute per conto di terzi e quelle prive di adeguati requisiti di tracciabilità.
L’obiettivo della misura è quello di sostenere in particolare le imprese che, a fronte di un significativo aumento del prodotto presente in magazzino, devono far fronte a un maggiore fabbisogno di liquidità, consentendo loro di programmare con maggiore flessibilità i tempi di commercializzazione e valorizzazione dell’olio.
È inoltre prevista una terza linea di intervento, destinata ai frantoi che, pur in assenza di giacenze o di un loro incremento significativo, risultino concretamente interessati dalla situazione di crisi economica e finanziaria del comparto. L’accesso a questa linea sarà subordinato all’accertamento della condizione di difficoltà attraverso indicatori oggettivi, riferiti in particolare alla riduzione dei prezzi di vendita, all’andamento dei costi di produzione e alla contrazione dei margini. I criteri e le modalità operative della nuova linea saranno definiti con successivi provvedimenti.
Per i frantoi agricoli, il finanziamento potrà variare da 3mila a 50mila euro e non potrà comunque superare il 50% dei ricavi. Per i frantoi agroindustriali, l’importo potrà arrivare fino a 300mila euro, sempre entro il limite del 50% dei ricavi. Per questa linea sono previste garanzie reali pari almeno al 120% dell’importo concesso, con possibilità di ricorrere anche al pegno mobiliare non possessorio sulle giacenze.








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