Da cinque a oltre 30 tipologie di farine e miscele per pizza: l’ampliamento del catalogo Le Cinque Stagioni, il brand specializzato di Agugiaro & Figna Molini, ha accompagnato lo sviluppo e l’evoluzione dell’universo italiano di margherite & Co.
«Dopo il grande fermento dei primi anni Duemila, con l’ingresso di tanti operatori e la consapevolezza delle esigenze specifiche di questo settore, dopo il fenomeno della pizza gourmet (ora ridimensionato) e l’exploit della pinsa (ancora in atto), oggi è il momento della pizza semplice, fragrante ed equilibrata, e degli stili locali che testimoniano la ‘biodiversità’ italiana», afferma Riccardo Agugiaro, ceo del gruppo molitorio che, con circa 155 milioni di euro di ricavi 2025 e oltre il 23% di export complessivo è uno dei principali player internazionali nel comparto delle farine e dei semilavorati di alta qualità.
In un mercato tanto globale e differenziato (e anche tanto soggetto alle mode alimentari) l’innovazione resta una leva fondamentale. «Quando mio padre creò il marchio Quinta Stagione i pizzaioli consideravano la farina una commodity e preparavano un solo tipo di pizza, mentre oggi ne propongono tante tipologie differenti. E dietro questa varietà ci sono l’impegno e l’investimento in R&S di tutto il comparto, dai produttori di farine alle aziende di macchinari». sottolinea Agugiaro, la cui azienda in 25 anni ha investito oltre 120 milioni di euro in nuove tecnologie.
Se la pizza napoletana è diventata un caso di successo globale (ed è stato un fantastico driver per l’esportazione di tutte le aziende italiane) ora se la deve vedere con la crescita di quella romana e all’estero con la pizza “New York style” o la Chicago Deep Dish. Ma anche con un pericoloso “italian sounding”, che va dalle ricette alla formazione dei pizzaioli.
Nei 96 Paesi in cui è presente il brand Le 5 Stagioni ha fatto da apripista a una filiera che coinvolge produttori di forni e di accessori, di pomodoro e di mozzarella, e scuole di formazione di pizzaioli.
«È questo sistema che ci ha permesso di portare la pizza nel mondo fornendo non solo prodotti ma anche assistenza, formazione e consulenza», sottolinea Agugiaro. Un approccio che ha portato dei risultati: da un paio di anni per l’azienda l’export di farine per pizza ha superato le vendite in Italia sia a valore che a volume. La clientela dell’azienda è fatta sia di singoli pizzaioli, competenti ed esigenti, sia di grandi catene ma il target core restano gli operatori che non superano i 200 locali, perché puntano sulla qualità e hanno l’esigenza di lavorare in modo più strutturato.










