Comprare elettricità quando costa poco e rivenderla poche ore dopo, quando costa molto di più. A luglio questa differenza è aumentata in Italia, soprattutto al nord. Per i sistemi di accumulo a batteria è la condizione che può far crescere i ricavi sul mercato e, di conseguenza, il prezzo dei contratti che ne cedono la flessibilità. Lo dice Pexapark, società con sede a Zurigo specializzata nell’analisi dei prezzi dell’energia rinnovabile, che riferisce di un acquirente che ha già aumentato le proprie offerte di quasi il 10%.
Il fenomeno arriva in un momento eccezionalmente caro per il mercato elettrico italiano. A luglio 2026 il Pun Index Gme, l’indice di riferimento dell’elettricità scambiata sul mercato, è arrivato in media a 157,04 euro per megawattora. Erano 132,50 a giugno e 113,13 nel luglio 2025. In un anno l’aumento è stato del 38,8%. Il Gme collega il rialzo soprattutto alla crescita del prezzo del gas, all’aumento degli acquisti e alla minore presenza delle rinnovabili sul mercato.
La distanza tra le ore più care e quelle meno care
Il prezzo dell’energia è aumentato ma in alcuni momenti della giornata continua ad essere basso. Pexapark calcola lo spread giornaliero di quattro ore: la differenza tra la somma dei prezzi delle quattro ore più care e quella delle quattro meno care. Nel nord Italia la media dell’indicatore è arrivata a luglio a circa 262 euro per megawattora, contro 175 di un anno prima. L’aumento è del 50%. Nel sud è passata da 232 a 289 euro, il 25% in più. La forbice resta quindi maggiore al sud, ma è il nord ad aver accelerato di più.
Questo dato non è propriamente il ricavo di una batteria ma – oltre a dare un’indicazione del valore che hanno i sistemi di accumulo – misura il massimo arbitraggio teorico ottenibile spostando l’elettricità dalle ore meno care a quelle più costose. A luglio questa possibilità valeva molto più di dodici mesi prima.
Il sole abbassa il prezzo di giorno
Una parte dell’effetto nasce dal fotovoltaico. A luglio la produzione solare italiana ha raggiunto 6,7 terawattora, il 20,6% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nello stesso periodo la domanda elettrica ha toccato 32,5 terawattora, il valore mensile più alto mai registrato in Italia e l’8,3% in più rispetto a un anno prima. La temperatura media è stata superiore di 1,2 gradi a quella del luglio 2025 e di quasi due gradi alla media dell’ultimo decennio.












