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Home » Ebola, è arrivata allo Spallanzani di Roma la dottoressa di Msf esposta al virus
Salute

Ebola, è arrivata allo Spallanzani di Roma la dottoressa di Msf esposta al virus

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 29, 20264 min di lettura
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Ebola, è arrivata allo Spallanzani di Roma la dottoressa di Msf esposta al virus

È arrivata nella notte all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma la dottoressa di Medici senza Frontiere esposta a pazienti risultati positivi a ebola nella Repubblica Democratica del Congo. La donna sta bene e non presenta sintomi. Rimarrà in osservazione fino all’8 giugno nel nosocomio romano. Lo confermano fonti di Msf.

 

Nell’ambito della sua attività clinica, la chirurga è entrata in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati poi positivi. Si tratta, quindi, di un caso di contatto diretto. La dottoressa ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell’esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola, il cui test non è ancora disponibile.

Il Ministero della Salute ricorda che finora non ci sono casi di Ebola in Italia e che l’allarme è molto basso nel nostro Paese. Il Ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico, in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali.

Msf: la chirurga italiana è asintomatica e sotto monitoraggio

“Medici Senza Frontiere è a conoscenza delle notizie riguardanti una persona del proprio staff a Bunia-Ituri, Repubblica Democratica del Congo – dove l’organizzazione è impegnata nella risposta all’attuale epidemia di Ebola. La persona dello staff, che non presenta alcun sintomo, è sotto monitoraggio medico e, a titolo precauzionale, sarà evacuata per motivi sanitari nel proprio Paese d’origine, l’Italia. In ottemperanza alla rigorosa riservatezza medica”, si precisa poi, Msf “non può condividere ulteriori informazioni in questo momento” e “continua a seguire protocolli rigorosi per proteggere il proprio personale e i pazienti”.

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: l’epidemia preoccupa ma il rischio è molto basso per l’Ue

“L’attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola” si legge in una nota del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), sullo sviluppo dell’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda. L’Ecdc sottolinea anche che il rischio d’infezione per la popolazione generale in Europa “rimane molto basso”.

Nel frattempo, sottolinea l’Ecdc, viene intensificato il supporto sul campo, anche se la situazione, nella regione colpita, rimane “estremamente complessa” e “rende considerevolmente più difficile l’adozione di contromisure efficaci”. 

Le difficoltà sono rese ancora maggiori, si legge nella nota, dal fatto che l’epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale attualmente non esiste un vaccino autorizzato, nè una terapia specifica. Al fine di raccogliere informazioni di prima mano sul campo, l’Ecdc sta collaborando strettamente con i partner per rafforzare la propria presenza attraverso la task force sanitaria dell’Ue a supporto della Rdc e dell’Uganda. Questo consentirà, afferma l’Ecdc, “di raccogliere informazioni più dettagliate sullo screening in uscita, che l’Ecdc continua a ritenere cruciale per ridurre il rischio identificando i viaggiatori sintomatici”.  

La Farnesina dona 1,1 milione di euro per sostenere la risposta del Congo

Su indicazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, la Farnesina ha disposto un finanziamento di 1.150.000 milioni di euro, firmato dal viceministro Edmondo Cirielli, per sostenere la risposta umanitaria all’epidemia. Il finanziamento sarà messo a disposizione delle organizzazioni della società civile italiane con una presenza operativa nelle province colpite di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu.

Le risorse si concentreranno su quattro aree prioritarie identificate dalle agenzie delle Nazioni Unite Ocha e Oms per la prevenzione e controllo delle infezioni (Ipc); sorveglianza epidemiologica e tracciamento dei contatti; soccorsi sanitari immediati e coinvolgimento comunitario. Il finanziamento si aggiunge a due iniziative umanitarie in corso finanziate dalla Cooperazione Italiana dal valore complessivo di 5,5 milioni di euro, stanziati per cinque progetti realizzati dalla società civile nelle province orientali. La Cooperazione italiana contribuirà, inoltre, direttamente con un sostegno di 290.000 euro all’azione di risposta alla crisi messa in campo dall’Oms.

“La Repubblica Democratica del Congo orientale si trova ora ad affrontare una catastrofica collisione tra malattia e conflitto, con l’epidemia di Ebola nella provincia di Ituri che sta superando la capacità di risposta” scrive su X il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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