Rallenta la corsa della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario che chiude il 2025 sfiorando i 25 miliardi – erano 23,659 miliardi nel 2024 – con una crescita (+5,4%) che scende sotto l’asticella del 6-7%, il ritmo che teneva negli anni precedenti. Stando all’ultimo monitoraggio dell’Aifa che chiude ufficialmente i conti dell’anno scorso la spesa complessiva – convenzionata, acquisti diretti e ossigeno – ha infatti toccato i 24 miliardi e 937 milioni, con un’incidenza sul Fondo sanitario pari al 18,42% a fronte di un tetto del 15,3% (le risorse a disposizione per la farmaceutica nel 2025).
Colpisce come avviene ormai da diversi anni l’entità dello sforamento della spesa farmaceutica ospedaliera: 4,7 miliardi di euro, un andamento che «comporta, conseguentemente, una manovra di ripiano superiore a 2,3 miliardi di euro, rispetto ai circa 2 miliardi registrati nel 2024»: in pratica il payback che dovranno pagare le imprese farmaceutiche. Che sono già in fibrillazione per alcune misure a cui sta lavorando proprio l’Agenzia del farmaco per governare la spesa: in particolare la revisione del prontuario farmaceutico che sta riguardando in queste settimane diverse categorie di farmaci (come sartani e statine) e la clausola di salvaguardia ancora allo studio. Misure queste su cui lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci sarebbe pronto a richiedere chiarimenti con due lettere in partenza destinate una al sottosegretario Marcello Gemmato (che ha la delega sui farmaci) e l’altra ai vertici dell’Aifa che proprio al ministro hanno chiesto una sorta di avallo politico sulle misure allo studio. La partita sul governo della spesa è dunque ancora apertissima con un confronto che resta serrato.
Tornando ai numeri nel 2025 la spesa pubblica netta per i medicinali erogati nelle farmacie territoriali (canale della convenzionata), ammonta a 8.515,3 milioni di euro, con un aumento di circa 390 milioni di euro (+4,8%) rispetto al 2024. Ma questi canale della spesa ai fini del tetto (spesa netta + ticket fisso per ricetta) si attesta a 8.744,8 milioni di euro che, a fronte del tetto del 6,80%, genera un avanzo di 459,3 milioni di euro e un’incidenza sul Fondo sanitario pari al 6,46%, in lieve aumento rispetto al 6,31% registrato nell’anno precedente (+0,15%). La spesa per acquisti diretti di farmaci di classe A e H da parte delle strutture sanitarie pubbliche, pari a 17.220,5 milioni di euro (al lordo dei payback vigenti), registra un incremento del 6% rispetto al 2024. Una variazione «significativamente più contenuta rispetto a quella osservata nel periodo 2023-2024 (+10,5%)», segnala il monitoraggio. Quanto alla spesa per i medicinali innovativi, rispetto al 2024, c’è una diminuzione di circa 168 milioni, nonostante l’accesso al fondo sia esteso dal 1 gennaio 2025 anche ai farmaci con innovatività condizionata, questo perché «hanno perso il requisito di innovatività alcuni farmaci che hanno impatto sulla spesa farmaceutica superiore ai 400 milioni di euro»


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