L’allarme arriva dalla Cgil a ventiquattrore dal debutto della precompilata 2026: a rischio i 730 per errori nelle certificazioni uniche. Secondo una lettera inviata il 21 aprile al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro dell’Economia Maurizio Leo, «è emerso come una quota significativa di sostituti d’imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti Certificazioni Uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (articolo 49, comma 1, del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (« somma aggiuntiva») o all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente». In pratica sarebbero stati commessi errori dai sostituti d’imposta nell’indicazione delle nuove voci che caratterizzano il taglio al cuneo fiscale applicato dal 2025.
Il monitoraggio dei Caf
Ora in una nota stampa, il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia spiegano che a quella lettera non ha ancora fatto seguito una risposta e il problema rischia di avere un effetto sui 730 precompilati che saranno messi a disposizione dal pomeriggio del 30 aprile sull’area riservata del sito delle Entrate. Gli errori nelle Certificazioni uniche è emersa attraverso il monitoraggio costante delle strutture territoriali dell’organizzazione e dei suoi Centri di assistenza fiscale.
Casse edili, alcune amministrazioni pubbliche e imprese private
Secondo l’allarme lanciato dalla Cgil, tra i sostituti che avrebbero commesso errori ci sarebbero «le Casse edili che hanno corrisposto l’Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private»
Nelle Certificazioni uniche in questione «i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex articolo 49, comma 1 del Tuir».
Gli errori a cascata sul 730
Come spiega la nota della Cgil «si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l’attuale architettura del modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto».










