La decisione dei Paesi stranieri di evacuare o meno le loro ambasciate da Kiev, dopo l’invito in questo senso di Mosca, non influirà sulla prosecuzione dei bombardamenti russi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.
«Assolutamente sì», ha risposto Peskov ai giornalisti che gli chiedevano se i diplomatici europei stiano ignorando gli avvertimenti di Mosca e assumendosi la responsabilità delle conseguenze. «La decisione spetta ai Paesi che hanno le loro rappresentanze diplomatiche a Kiev», ha affermato il rappresentante del Cremlino. «Le nostre forze armate continuano il loro lavoro», ha aggiunto Peskov.
«Vorrei ricordarvi le dichiarazioni del presidente Putin – ha proseguito il suo portavoce – secondo cui è stata la parte ucraina, il regime di Kiev, ad aver ampliato l’elenco degli obiettivi (dei bombardamenti) nell’economia civile russa. E ciò che le nostre forze armate stanno facendo ora è una rappresaglia per questo. L’Ucraina deve pagare e pagherà sicuramente un prezzo per queste sue azioni», ha concluso.
L’Ambasciata italiana è pienamente operativa
L’Italia è tra i paesi stranieri che hanno un’ambasciata a Kiev. Allo stato attuale vi operano quattro diplomatici (compreso l’Ambasciatore, Carlo Formosa) e circa 25 persone che costituiscono il personale amministrativo. Dal punto di vista della struttura organizzativa, l’Ambasciata coordina diversi uffici chiave (politico, economico, cancelleria consolare e ufficio cooperazione allo sviluppo, ufficio amministrativo, ufficio dell’addetto militare, Istituto italiano di cultura, agenzia Ice, ufficio di Confindustria, addetto finanziario e Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo), che coprono vari ambiti di cooperazione e assistenza. La sede è Vulytsia Yaroslaviv Val 32 B.









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