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Economia

Italo, dopo la Germania obiettivo Belgio e Olanda

Sala StampaDi Sala StampaSettembre 9, 20263 min di lettura
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Italo, dopo la Germania obiettivo Belgio e Olanda

Prima la Germania, dal giugno 2028. Poi obiettivo Belgio e Olanda, non prima però del 2030-2031. Italo, la compagnia privata dell’alta velocità ferroviaria, pensa in grande e punta a crescere in Europa. Sfruttando l’arma dei nuovi treni Siemens, costruiti per il mercato tedesco, ma in grado circolare anche sulle linee ferroviarie di altri Paesi europei. A dirlo, in un colloquio con Il Sole 24 Ore, è l’amministratore delegato di Italo, Gianbattista La Rocca. «L’investimento annunciato di 3,6 miliardi per il mercato tedesco – spiega La Rocca – è partito al 100% e senza possibilità di marcia indietro. A luglio abbiamo firmato con Siemens un contratto di acquisto per 26 treni ad alta velocità e un contratto di assistenza della durata di 30 anni, che prevede una manutenzione completa dei treni. Noi stiamo iniziando a costruire tutto quello che serve per avere, dal 1° giugno 2028, i primi quattro treni circolanti sui binari tedeschi».

Lo sbarco in Europa ha portato Italo ad avviare una profonda riorganizzazione del gruppo. Continua La Rocca: «È nata Italo Holding, che ha sotto due braccia: da una parte Italo Italia, che controlla anche Itabus. Dall’altra, Italo International, a cui fa capo la società operativa tedesca che farà concorrenza al monopolista Deutsche Bahn (Db). La scelta dell’amministratore delegato la stiamo definendo in questi giorni. Il progetto tedesco per noi è un progetto dove l’Italia, e quindi gli italiani, porteranno il know-how e l’esperienza. Per il resto sarà una società interamente tedesca, formata da personale tedesco».

Una delle barriere principali che incontra una compagnia ferroviaria quando punta a espandersi all’estero è l’interoperabilità: cioè la possibilità di disporre di un treno che, sul piano tecnico e di omologazione, sia in grado di circolare anche sulle reti di altri Paesi. E i treni Siemens hanno queste caratteristiche. Prosegue l’ad: «Ora siamo concentrati sulla germania. Da lì poi si possono raggiungere il Belgio, l’Olanda, la Francia guardando verso ovest; la Polonia e i Paesi dell’est se guardi verso est. Il nostro accordo con Siemens ci permetterà di essere competitivi non solo a livello nazionale tedesco, ma anche internazionale. I treni, quando usciranno, non saranno omologati soltanto per la Germania, ma saranno già omologati anche per il Belgio e per l’Olanda. Non prima, però, del 2030-2031». Quindi, per Italo, la Germania non sarà un punto d’arrivo ma un punto di partenza.

A spingere Italo oltre le Alpi sono le dimensioni del mercato: «La domanda tedesca sulla lunga percorrenza è già due volte quella italiana e, secondo le nostre analisi, l’apertura alla concorrenza potrebbe farla crescere di un’ulteriore 40-50%», osserva La Rocca. In Germania Italo partirà su due assi: Monaco-Colonia-Francoforte e Monaco-Berlino-Amburgo. E proprio Amburgo permette di intravedere un’altra direttrice della strategia. L’ingresso di Msc nell’azionariato apre infatti alla costruzione di collegamenti multimodali tra ferrovia e mare. «La presenza di Msc – sottolinea La Rocca – ci permette anche di pensare alle sinergie multimodali, che vanno dai traghetti come può essere con Snav e Gnv in Italia alle crociere». Amburgo è uno dei porti toccati dalle crociere Msc e per l’ad di Italo l’obiettivo è che «la multimodalità per i passeggeri diventi una normalità e una consuetudine».

Infine la tecnologia. I treni Siemens destinati alla Germania nasceranno già con Starlink a bordo, trasferendo l’esperienza maturata in questo periodo sulla flotta italiana (primo mercato ad aver avviato la sperimentazione delle connessioni sui treni attraverso la rete satellitare, con un sistema in fase di trasferimento su tutta la flotta Italo). Quanto al trasporto ferroviario, in genere, «lo vedo in crescita in Europa, tantissimo».

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