«Confidiamo che l’azienda riveda la propria posizione» sullo stop allo smart working e, «in caso contrario, ci riserviamo di porre in atto tutte le possibili iniziative di mobilitazione a nostra disposizione per arginare queste derive, tra le quali anche il progetto di estensione dell’orario di apertura delle agenzie, la limitazione nei fatti dello smart learning, la carenza di organici, i carichi di lavoro e le pressioni operative e commerciali sempre crescenti». Così, in una nota unitaria, le segreterie di coordinamento dei sindacati gruppo UniCredit rispondono alla lettera con cui l’amministratore delegato dell’istituto Andrea Orcel ha annunciato la fine immediata del lavoro da remoto per le prime linee managereriali, misura che da gennaio sarà estesa «sostanzialmente a tutti le lavoratrici e a tutti i lavoratori».
«Abbiamo espresso la nostra totale contrarietà rispetto a questa decisione unilaterale», si legge nel volantino dei rappresentanti dei lavoratori, che ritengono inoltre «inaccettabile tale iniziativa aziendale sia nel merito che nel metodo». «In un momento storico in cui le lavoratrici e i lavoratori chiedono una sempre maggiore flessibilità – proseguono i sindacati -, ci aspettavamo, come da tempo ribadiamo, un allargamento della platea anche alla rete commerciale, così come avvenuto in altri gruppi bancari e non di certo una riduzione drastica dello smart working». «Ai risultati straordinari di questo gruppo (22 trimestri record consecutivi) – rivendicano – hanno contribuito tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche il lunedì e il venerdì!».







