“I 535 uomini e le 21 donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese. Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
Nel suo discorso il capo dello Stato ha ricordato “i martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, Don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia aveva avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di una Europa pacificata e solidale”. Il passaggio è stato accompagnato da un lungo applauso nell’Aula di Montecitorio.











