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Home » La Consulta pronta a decidere sul caso Almasri, una vittima chiede il processo
Notizia

La Consulta pronta a decidere sul caso Almasri, una vittima chiede il processo

Sala StampaDi Sala StampaAprile 13, 20263 min di lettura
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La Consulta pronta a decidere sul caso Almasri, una vittima chiede il processo

Il caso Almasri è senza fine. La settimana si aprirà con nuove tappe sulla vicenda che ha scatenato polemiche politiche per l’affaire legato al generale libico accusato di torture e stupri dalla Cpi, arrestato in Italia oltre un anno fa e poi subito rimpatriato con un aereo dei servizi.

Parola alla Consulta

A pronunciarsi stavolta sarà la Consulta, che si riunirà domani, 13 aprile, in camera di consiglio dopo che Lam Magok – presunta vittima di Almasri – ha chiesto di essere ammesso nel giudizio davanti alla Corte costituzionale, affinché sia valutata la legittimità della normativa italiana che impone al procuratore generale di attendere il parere del ministro della Giustizia prima di dare seguito alle richieste della Corte penale internazionale. La decisione arriverà probabilmente nel mese di aprile mentre l’udienza pubblica sul merito è fissata per il prossimo 18 maggio.

La questione normativa

«Questa è l’ultima chance di Lam dopo che, un pezzo alla volta, gli è stato precluso ogni spazio di tutela giuridica: prima dal governo, che ha impedito l’instaurazione del processo internazionale, rifiutandosi di consegnare il torturatore alla Corte Penale dell’Aja, poi dal Parlamento italiano, impedendo la celebrazione del processo nei confronti dei ministri Piantedosi e Nordio e del sottosegretario Mantovano, grazie al voto in aula con cui la maggioranza ha negato l’autorizzazione a procedere nei loro confronti», hanno detto i legali del migrante, Francesco Romeo di Baobab Experience e Antonello Ciervo, secondo i quali dalla decisione della Consulta dipende «il futuro di Lam: se la legge di attuazione dello Statuto di Roma sarà ritenuta valida, potrà contestare la mancata consegna del suo carnefice. Se sarà dichiarata incostituzionale, non potrà farlo».

Camera al voto su Bartolozzi

Martedì 14 aprile, invece, il caso torna in Parlamento e potrebbe portare a nuovi risvolti sempre in Consulta: la Camera dei deputati voterà su Giusi Bartolozzi, decidendo se sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma per il ruolo avuto dall’ex capo di gabinetto di Nordio nella stessa vicenda. Un passaggio che potrebbe tradursi in uno scudo per l’ex braccio destro del ministro. Parallelamente i pm capitolini pochi giorni fa hanno già chiesto il rinvio a giudizio per Bartolozzi, indagata per false dichiarazioni ai pubblici ministeri. Se l’Aula dovesse pronunciarsi a favore del ricorso alla Corte Costituzionale, serviranno circa 15 giorni per formalizzare la richiesta alla Consulta e una conseguente decisione potrebbe arrivare a ridosso dell’estate o subito dopo.

La disputa con la Cpi

Resta infine la disputa con la Cpi, diventata un vero e proprio banco di prova per i rapporti tra il governo e la giustizia internazionale. Da questo punto di vista il confronto finale sul caso Almasri si consumerà a New York, dal 7 al 17 dicembre, al punto 21 dell’agenda dell’Assemblea degli Stati Parte della Corte penale internazionale. È lì che confluiscono i casi di “non cooperazione” e che sarà esaminato l’eventuale deferimento dell’Italia. Prima della resa dei conti, l’Italia potrà comunque dialogare a porte chiuse con l’ufficio di presidenza dell’Assemblea per chiarire quanto accaduto e indicare come intende riallinearsi agli obblighi di cooperazione. Una finestra che a L’Aja viene letta come “un’opportunità di de escalation”, utile a Roma per costruire una posizione più solida e contenere l’impatto politico del dibattito. Nello scenario migliore, il caso potrebbe chiudersi soltanto con un richiamo.

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