La più lunga, la più ricca e la più giovane. E la più calda, ovviamente (primato, quest’ultimo, condiviso con attività ed eventi di tutta Europa). L’ultima edizione dell’Opera Festival dell’Arena di Verona – la numero 103 – sarà ricordata per numerosi record, a cominciare dalla la durata, con oltre con oltre tre mesi di spettacoli, dal 5 giugno al 12 settembre, per un totale di 51 serate, di cui 19 «sold-out».
Incassi a quota 37 milioni
Record anche di incassi complessivi, che hanno sfiorato i 37 milioni di euro (di cui 27,9 venduti online), in aumento rispetto ai 35,6 milioni dello scorso anno e ai 33,6 del 2014. E anche se è diminuito leggermente l’incasso medio per recita (oltre 724.300 euro, contro i 742mila euro dello scorso anno), «La Traviata» del 13 giugno scorso ha ottenuto il nuovo primato, con 1,79 milioni di euro di biglietti venduto, superando il precedente record di «Turandot» nel 2024.
In aumento rispetto al 2025 (di 12mila unità) anche il numero di spettatori, che hanno raggiunto quota 416.600, avvicinandosi al record di 417.354 registrato due anni fa.
La stagione più giovane
Interessante il dato sui giovani, con il pubblico under 30 arrivato a rappresentare l’11% del totale: un «risultato storico» secondo la sovrintendente della Fondazione lirica veronese Cecilia Gasdia, che riflette il valore delle proposte rivolte alle nuove generazioni e alle famiglie, oltre al potenziamento di canali di vendita attraverso nuovi strumenti di comunicazione: più di 63 milioni sono gli utenti raggiunti online, mentre sui social network, i follower del teatro sono 34mila in più rispetto all’anno scorso.
«In questa edizione del Festival abbiamo aperto le porte dell’Arena anche ai bambini sotto i quattro anni e ai loro genitori», aggiunge con orgoglio Gasdia, commentando i numeri della nona edizione del Festval da lei guidata: «Mi accingo alla decima, che nel 2027 sarà anche l’ultima reale stagione del mio secondo mandato», ha ricordato.










