Il partito del generale Roberto Vannacci, con la nuova legge elettorale, si può iscrivere d’ufficio, al momento, nello schieramento dei tifosi del “pareggio”. Futuro Nazionale (al 7-8% in base agli ultimi sondaggi) sembra destinato a correre da solo alle elezioni politiche dell’anno prossimo se non cadranno i “veti” della premier Giorgia Meloni. Ma se nessuna coalizione raggiungerà la soglia del 42% per far scattare il premio di seggi, potrebbe alzare la posta e dettare le condizioni per fornire al centrodestra i parlamentari necessari per ottenere la maggioranza in Parlamento e governare. «Siamo già determinanti oggi per la vittoria del centrodestra, con il pareggio lo saremo ancora di più» spiega il deputato di FnV Rossano Sasso, che considera una mera formalità le 1.500 firme da raccogliere in ciascuno dei collegi plurinominali (49 alla Camera e 26 al Senato) per poter presentare le liste alle prossime elezioni (la soglia è stata alzata almeno a 6mila firme per chi, a differenza di Futuro nazionale, non ha una componente nel gruppo misto).
Lo Stabilicum o Melonellum, approvato in via definitiva dalla Camera con il voto contrario dei “futuristi”, prevede infatti un sistema per così dire double face (il copyright è del politologo Roberto D’Alimonte, che per primo ne ha scritto sul Sole 24 Ore): il premio di maggioranza scatta al 42% dei voti, ma se nessuna coalizione raggiunge cioè la fatidica soglia, il sistema diventa proporzionale puro, stile Prima Repubblica. Sempre al netto dei possibili rilievi della Consulta, che già tra gennaio e febbraio potrebbe esprimersi sulla costituzionalità della legge.
Il ruolo di Futuro nazionale in caso di pareggio
In effetti la collocazione del partito di Vannacci si configura come uno dei fattori decisivi della prossima legislatura. Anche dall’ultima simulazione di Youtrend, che ha tradotto in seggi gli attuali rapporti di forza tra le forze politiche, con la nuova legge elettorale il centrodestra potrebbe vincere, conquistando la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento, solo includendo Futuro Nazionale (stimato al 7,8%) in coalizione. Senza, non ci sarebbe pareggio, ma la maggioranza andrebbe al campo largo. Sarebbe quest’ultimo a superare infatti la soglia di sbarramento del 42%.
«Secondo l’ultima nostra rilevazione ultima rilevazione per Porta a Porta, il centrodestra senza Vannacci è invece una spanna davanti al centrosinistra, ma al momento nessuna delle due attuali coalizioni ha la certezza di superare la soglia e aggiudicarsi il premio» spiega Antonio Noto direttore di Noto sondaggi, che aggiunge: «Il paradosso della nuova legge elettorale è che le coalizioni, chiamate a indicare anche il candidato premier, valgono solo prima del risultato finale, perché se nessuna raggiunge il 42%, possono sfaldarsi alla ricerca di una maggioranza in Parlamento». E qui potrebbe tornare in ballo Futuro Nazionale. Sempre che la pattuglia di deputati e senatori vannacciani sarà sufficiente per assicurare una maggioranza in Parlamento.
Le aperture dei «futuristi»
Le aperture ripetute dei “futuristi” ad un’alleanza sin da subito con il centrodestra («siamo interlocutori naturali» ha detto più volte Vannacci) finora non hanno trovato però riscontri nei partiti della maggioranza. A partire da quello della premier. «Tutti i sondaggi dicono che senza Vannacci il centrodestra non vince. Noi siamo pronti al dialogo ma serve da parte vostra rispetto. E’ arrivato il momento di avviare una interlocuzione seria» ha ribadito Edoardo Ziello, capogruppo di Futuro nazionale, in dichiarazione di voto alla Camera sul voto finale sulla legge elettorale. Ma Meloni, almeno per ora, tiene la porta chiusa al generale. Non si fida. «Per me è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare» ha dichiarato il mese scorso a chi le chiedeva di una possibile alleanza.








