È un ritorno, molto atteso. Un Papa dopo 15 anni torna in Spagna, che da molti anni non è più un un monolite cattolico, ma certamente resta un “paese simbolo” per la Chiesa di Roma. Leone compie dal 6 al 12 giugno un viaggio che toccherà Madrid, Barcellona, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife. Il nuovo viaggio apostolico di Prevost è già il quarto in poco più di un anno dalla sua elezione e arriva poco dopo quello molto lungo in Africa. L’ultimo Pontefice a visitare la terra iberica era stato Benedetto XVI, 15 anni fa, mentre come noto Francesco non è mai andato, a sottolineare la marginalità dell’Europa nella sua “agenda pastorale” (mai andato anche ufficialmente in Francia, dove invece Leone andrà a settembre).
Dall’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo alla Sagrada Familia alle messe e i discorsi negli stadi, passando per le visite ai detenuti in carcere e ai migranti nei centri di accoglienza, quello di Prevost si presenta come una missione non priva di problemi, da quelli “politici” interni – i catalani sono “indignati” perché parlerà in castigliano, i deputati di Podemos che non si presenteranno alle Cortes per il discorso ufficiale – ma c’è anche il tema della piaga degli abusi, rilanciata dalla stampa. Il Papa dovrebbe incontrare un gruppo di vittime, un incontro privato che dovrebbe tenersi a Madrid.
I discorsi del Pontefice in un paese governato dai socialisti, in prima fila contro le guerre
Il 6 giugno il Papa atterrerà nella capitale dove sarà accolto dal re spagnolo Felipe VI, dalla regina Letizia e dal premier Pedro Sánchez, da lui incontrato a Roma pochi giorni fa. Il primo appuntamento ufficiale in agenda sarà quindi la visita di cortesia ai Reali, a cui seguirà l’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, e in quella occasione arriverà l’atteso messaggio politico, che toccherà i temi probabilmente relativi alla guerra e non solo: un tasto molto delicato vista la posizione molto dura del governo spagnolo anche verso le posizioni della Nato – ma certamente avranno un loro peso in questa fase le difficoltà per la maggioranza per gli scandali in corso in campo socialista – rispetto ad altri paesi europei rispetto al conflitto in Medio Oriente. Domenica 7 giugno il Papa terrà la messa in Plaza de Cibeles, per poi incontrare privatamente i membri dell’ordine agostiniano. Quindi si sposterà alla Movistar Arena per l’evento “Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport”. Lunedì 8 giugno si aprirà all’insegna degli incontri istituzionali, dal premier Sánchez ai membri del Parlamento. Poi, nella sede della Conferenza Episcopale, sarà il turno dell’accoglienza dei vescovi spagnoli, la preghiera e l’omaggio alla Vergine dell’Almudena, patrona di Madrid. In serata nello stadio Santiago Bernabeu si terrà invece l’incontro con la comunità diocesana. Ultimo appuntamento prima di lasciare Madrid, martedì 9 giugno, è il saluto del Papa ai volontari.
A Barcellona per la Sagrada Familia, poi alle Canarie, sulla rotta dei migranti
Nel pomeriggio del 9 giugno, Leone arriverà a Barcellona: attesissima l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo e la celebrazione della messa nella Sagrada Familia, nel giorno in cui si celebrano i 100 anni dalla morte di Antoni Gaudì. Dalla Catalogna il Papa volerà dunque verso le isole Canarie, che non sono una meta casuale. Sono state scelte perché sono uno dei territori in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti che arrivano in Europa, come confermato anche dal premier Sanchez. La questione della “sensibilità” per le persone migranti sarà “molto presente” nella visita di Leone XIV, ha detto. Il primo impegno a Las Palmas de Gran Canaria sarà un incontro con le realtà che si occupano di migrazioni nel porto di Arguineguín, poi verrà celebrata la messa. Il 12 giugno il Papa raggiungerà Santa Cruz de Tenerife, con sempre i migranti protagonisti della tappa: incontrerà gli ospiti del centro di accoglienza temporaneo Las Raices. Quindi la messa al porto e il volo di ritorno verso Roma.










