I campi di applicazione sono i più vari: finanza e assicurazioni, energia, telecomunicazioni, manifattura, farmaceutica, trasporti, aerospazio e difesa, Pa e infrastrutture critiche. Dall’ottimizzazione dei sistemi logistici alla gestione delle reti energetiche, fino all’analisi avanzata del rischio. La sfida è capire dove il quantum possa davvero offrire un vantaggio e dove il calcolo classico continui a bastare. Una selezione, quest’ultima, che è a sua volta necessaria per evitare che la nuova corsa tecnologica diventi una collezione di progetti dimostrativi.
L’altro fronte è la sicurezza. L’accordo comprende crittografia quantistica, post-quantum cryptography e architetture quantum-safe. Per imprese e istituzioni significa misurare oggi l’esposizione a rischi, pianificando la migrazione di dati e comunicazioni sensibili. Infine sul “quantum sensing”, l’ambito quindi dei sensori che sfruttano la quantistica, il raggio d’azione comprende orologi atomici, gravitometri, magnetometri, sistemi di navigazione indipendenti dal Gps e applicazioni medicali non invasive.
Per IonQ la partnership apre un canale verso Italia ed Europa attraverso una partnership con un system integrator radicato nelle imprese e nella Pa. Per Lutech, dal canto suo, l’intesa offre la possibilità di salire un gradino nella catena del valore, passando dall’integrazione delle tecnologie digitali mature alla costruzione di competenze, al massimo livello di innovazione, su una piattaforma. E in fondo è anche il senso della sovranità tecnologica aperta: non autarchia, ma capacità di scegliere, integrare, proteggere e governare tecnologie globali mantenendo in Italia responsabilità e competenze.
Marco Pistoia, ceo di IonQ Italia, alza l’asticella: «La nostra ambizione non è semplicemente portare in Italia tecnologie quantistiche sviluppate negli Stati Uniti, ma costruirle in Italia, insieme alle imprese, ai centri di ricerca e alla Pubblica amministrazione, creando competenze, proprietà intellettuale, applicazioni e valore industriale nel nostro Paese». E aggiunge: «La nostra visione è fare dell’Italia un secondo grande polo di innovazione per IonQ, creando un asse tecnologico italo-americano capace di contribuire allo sviluppo della prossima generazione di soluzioni quantistiche.»
Le attività partiranno da Italia, San Marino, Vaticano, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Francia e Regno Unito.












