I farmaci basati sulle incretine (semaglutide e tirzepatide) potrebbero rivoluzionare anche le terapie reumatologiche. Nate per il trattamento del diabete e dell’obesità, queste terapie hanno la capacità di ridurre l’infiammazione sistemica. Contribuendo inoltre in maniera significativa alla perdita di peso, riducono il carico meccanico e metabolico sulle articolazioni, riducendo il dolore. Al Gemelli sono in corso una serie di ricerche proprio per chiarire un eventuale ruolo di questi farmaci, nati per il diabete e l’obesità, anche in alcune malattie reumatologiche, quali artrite psoriasica e reumatoide.
Ridurre l’infiammazione
Per Maria Antonietta D’Agostino, ordinario di reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC di Reumatologia di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs “utilizzare questi farmaci permette di ridurre il burden doloroso, perché le articolazioni sono sottoposte ad un minor carico meccanico con la perdita di peso, ma anche di ridurre l’infiammazione. E uno dei tessuti che produce la maggior quantità di citochine infiammatorie è proprio il tessuto adiposo”.
Che dimagrire faccia bene a pazienti con malattie reumatologiche, era noto da tempo. “Ma i farmaci basati sul GLP-1 – spiega la professoressa D’Agostino – oltre a determinare una perdita di peso, apportano vantaggi ulteriori a questi pazienti, riducendo l’infiammazione e questo beneficio risulta evidente ben prima che il calo ponderale si sia consolidato”.
I recettori per il GLP-1 sono presenti non solo nel tessuto adiposo, sul sistema gastro-intestinale e a livello del sistema nervoso. Ci sono evidenze della loro presenza anche in alcune cellule chiave del sistema immunitario.
Gli studi attuali
“Stiamo portando avanti uno studio – rivela la reumatologa – per valutare l’eventuale ruolo di questi recettori anche all’interno delle articolazioni e se, nei pazienti sottoposti a terapia con analoghi recettoriali dei GLP-1 ci sia un effetto sull’attivazione fibroblastica, che è alla base dell’iperplasia sinoviale.










