Il lavoro da fare è tanto, a cominciare dalla definizione – contract – che nel mondo dell’arredamento indica attività anche molto diverse tra loro: dalla fornitura in grandi quantità di prodotti per grandi progetti e spazi pubblici (uffici, hotel, residenze, teatri, aeroporti, ospedali, centri congressi ecc.) ai progetti su misura e chiavi in mano per progetti di pregio medio-piccoli, come ville o yacht di lusso.
Il progetto affidato a Koolhaas e Gianotten
Le aziende italiane si distinguono soprattutto in questo secondo ambito, che richiede expertise particolari e complesse nella progettazione e nella produzione, ma anche nella gestione delle commesse. Proprio a questo mondo si rivolge la nuova iniziativa annunciata dal Salone del Mobile di Milano, che dal 2027 avrà un Salone Contract, nuova sezione dedicata a un segmento strategico, che ha di fatto sostenuto la crescita dell’industria italiana del mobile negli ultimi tre anni, mentre contestualmente le vendite retail registravano una battuta d’arresto. Ma già l’edizione di quest’anno, dal 21 al 26 aprile negli spazi di Fiera Milano a Rho, ospiterà una sorta di spin-off del progetto, affidato in entrambi i casi a Rem Koolhaas e David Gianotten di Oma, uno tra i più affermati studi internazionali di architettura in quest’ambito.
«Siamo partiti dall’osservazione delle dinamiche di mercato e abbiamo iniziato a lavorare su questo tema, confrontandoci con le imprese, con l’obiettivo di sviluppare un’area dedicata al contract all’interno del Salone», spiega la presidente Maria Porro, precisando che non si tratta di un evento o di una installazione, ma di una vera e propria linea di sviluppo della manifestazione, che conferma il proprio ruolo di bussola per le imprese, capace di trasformarsi e adeguarsi ai tempi e alle nuove sfide che il mercato pone, senza perdere la propria identità e la propria natura di infrastruttura culturale ed economica al servizio del sistema produttivo.
La competitività delle imprese italiane
«I marchi italiani sono molto competitivi in questo ambito, perché da sempre abbiamo investito nella ricerca e nella sperimentazione – osserva Porro –. Accanto alla dimensione industriale della produzione, molte aziende hanno sviluppato la capacità di progettare e realizzare in breve tempo soluzioni su misura, proporle ai clienti al giusto prezzo e completarle con una serie di servizi post vendita ad alto valore aggiunto». Proprio quello che, sempre di più, chiede il mercato, soprattutto nel turismo (alberghi, aeroporti, ristoranti), ma anche nei settori healthcare, education e marine.
Qualche numero a conferma: secondo le stime di Global Market Insight Inc, il mercato del contract vale attualmente circa 68 miliardi di euro a livello globale e dovrebbe superare i 110 miliardi nel prossimo decennio. in Europa, la produzione di contract furniture vale circa 13,5 miliardi di euro, mentre i consumi hanno raggiunto gli 11 miliardi circa (fonte Csil)








