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Home » «Nessuna carenza di farmaci»: da Farmindustria ai distributori l’altolà sul rischio allarmismi
Salute

«Nessuna carenza di farmaci»: da Farmindustria ai distributori l’altolà sul rischio allarmismi

Sala StampaDi Sala StampaAprile 30, 20263 min di lettura
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«Nessuna carenza di farmaci»: da Farmindustria  ai distributori l’altolà sul rischio allarmismi

«Le evidenze emerse dal Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci sul territorio nazionale confermano che, allo stato attuale, in Italia non si registrano emergenze relative a carenze. Un dato che testimonia l’efficacia del lavoro congiunto tra istituzioni e filiera». Così il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, affida a una nota il commento sull’esito dell’incontro al ministero della Salute, organizzato dal sottosegretario Marcello Gemmato proprio per fare il punto sulla disponibilità di medicinali. A Cattani fanno eco Federfarma e i distributori di medicinali di Federfarma Servizi, che come Gemmato “gettano acqua sul fuoco” di chi manifesta preoccupazioni. Campanelli d’allarme non da poco, suonati dai produttori di farmaci generici ed equivalenti aderenti a Egualia tanto che il presidente Riccardo Zagaria ha dichiarato a Radiocor-Il Sole24Ore che «il 41% delle nostre aziende dispone di scorte per sole 8-10 settimane». La questione delle ricadute della crisi dello Stretto di Hormuz è intanto anche all’attenzione del ministro degli esteri Antonio Tajani, che proprio all’indomani del Tavolo presso la Salute ha incontrato il Commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi.

I riflettori della Farnesina

“L’incontro – come ha spiegato la Farnesina in una nota – si è focalizzato sulle conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz sugli scambi commerciali di settore, sulle sfide per il settore farmaceutico legate ai dazi e sui controlli fitosanitari sui prodotti importati nell’Ue da Paesi terzi. Tajani ha sottolineato come il settore farmaceutico sia un motore fondamentale dell’export italiano, esprimendo preoccupazione per l’impatto della crisi di Hormuz sulle esportazioni, in particolare verso i mercati del Golfo, una destinazione importante per i nostri prodotti farmaceutici. Nel 2025, l’Italia ha esportato nel complesso farmaceutici per un valore di 69,2 miliardi di euro (+28,5% sul 2024), pari al 10,8% dell’export nazionale. Il nostro Paese si colloca al 7° posto tra i principali paesi esportatori al mondo nel settore.

Tajani e Várhelyi hanno poi discusso delle possibili misure Ue di fronte alle sfide logistiche causate dal blocco di Hormuz, “con un’addizionale riduzione della capacità di trasporto aereo stimata tra il 4% e il 12%, che incide sulle catene di approvvigionamento del farmaceutico e sui tempi di consegna, sui costi e sulla prevedibilità”, è l’avviso.

La voce di Farmindustria

«Il quadro internazionale – avevaa dichiarato intanto il presidente di Farmindustria Cattani – resta molto complesso e caratterizzato da forti pressioni sui costi energetici, logistici, delle materie prime e dei principi attivi. Apprezziamo l’azione del Governo nel monitoraggio costante della situazione e crediamo che il Tavolo tecnico rappresenti uno strumento fondamentale di confronto e prevenzione. Grazie a questo coordinamento potremo evitare il determinarsi di criticità nelle forniture e affrontare in una logica di sistema anche il tema della sostenibilità industriale della produzione, che può incidere sulla disponibilità di alcuni farmaci, con la consueta attenzione nel garantire l’accesso alle cure e all’innovazione a tutti i cittadini».

Per questo «diventa sempre più importante – conferma – rafforzare gli investimenti in Europa e ridurre la dipendenza da aree extra Ue, proseguendo nel lavoro già avviato anche nell’ambito dell’iter del Testo unico. Continueremo a collaborare con il Governo e a mettere in campo ogni sforzo per individuare soluzioni condivise che consentano di preservare l’equilibrio del sistema».

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