Dalle trenta persone al momento dell’acquisizione a un obiettivo di cento addetti entro fine anno. La crescita di Rad misura la scommessa di Wind Tre sulla cybersecurity, fra servizi alle piccole e medie imprese ed espansione all’estero.
È attorno alla società rilevata al 70% nel 2023 che l’operatore di proprietà della conglomerata di Hong Kong Ck Hutchison sta costruendo il proprio presidio della sicurezza informatica. Con un altro passaggio in preparazione: salire al 100% del capitale. «È in divenire, sarebbe già dovuto avvenire nel mese di giugno», dice Antonio Forzieri, Cybersecurity Strategy Director di Wind Tre.
La direzione industriale è comunque definita: portare anche alle aziende più piccole i servizi sviluppati per i clienti maggiori, facendo della protezione informatica un’attività interna. Prima dell’aprile 2023 la telco comprava servizi da fornitori e li rivendeva attraverso una rete di partner. L’ingresso in Rad ha cambiato il modello: competenze proprie, una struttura da far crescere e un’offerta da estendere lungo tutta la clientela d’impresa.
Fondata nel marzo 2018, con Andrea Andrenacci tuttora amministratore delegato, Rad arrivava all’operazione con attività in quattro continenti e dieci Paesi, soprattutto in Europa e Medio Oriente. Una boutique della sicurezza chiamata ora a sostenere una scala diversa. La crescita passa anche dall’estero. L’attività in Irlanda è partita da circa un mese, riferisce Forzieri, e «seguiranno poi Danimarca e Austria». L’orizzonte comprende inoltre consumatori e mercato all’ingrosso. La domanda delle imprese è forte, spinta dai rischi e dagli obblighi di sicurezza, ma la concorrenza si affolla. Per una telco la partita si gioca così sulla continuità del lavoro dei clienti: «Serve offrire la connettività, ma anche la sicurezza e la capacità di ripartire a fronte di un potenziale problema».
Il banco di prova commerciale ora, però, sono le Pmi. Il percorso è partito dai clienti di vertice, per poi scendere verso le grandi e medie imprese e arrivare alle realtà con meno di 250 utenti. L’impegno è mantenere tecnologie di primo livello anche in questa fascia: «Non è un servizio che perché lo eroghi alla piccola e media impresa è un servizio fatto con un sensore di serie B». Il punto è rendere accessibile una protezione che richiede specialisti e continuità di presidio, difficili da costruire dentro un’azienda di dimensioni ridotte.









