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Home » Oms annuncia il primo caso di guarigione di paziente con l’ebola in Congo
Salute

Oms annuncia il primo caso di guarigione di paziente con l’ebola in Congo

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 29, 20262 min di lettura
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Oms annuncia il primo caso di guarigione di paziente con l’ebola in Congo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il primo caso di guarigione di un paziente affetto da Ebola nell’epidemia che sta imperversando nella Repubblica Democratica del Congo. “La repubblica del Congo ha comunicato che il 27 maggio un paziente è guarito, ha lasciato l’ospedale ed è stato dimesso”, ha dichiarato ai giornalisti Anais Legand dell’Oms, aggiungendo che si trattava del ‘primo caso’.

Oms identifica farmaci e vaccini da testare contro il nuovo ceppo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato i candidati farmaci e vaccini più promettenti da mettere in campo contro l’epidemia di ebola da ceppo Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo. Tuttavia, specie per i vaccini, potrebbero volerci non meno di 2-3 mesi per avere a disposizione i nuovi prodotti per avviare una sperimentazione. 

Nei giorni scorsi si sono riuniti i comitati tecnici dell’agenzia che hanno passato in rassegna gli studi disponibili identificando “diversi prodotti sufficientemente promettenti da giustificarne la valutazione prioritaria in studi clinici”, rileva l’Oms. Sul fronte dei vaccini, l’attenzione è stata posta su due prodotti: uno è l’erede del vaccino Covid-19 sviluppato dalla University of Oxford, che in questo caso sta lavorando insieme al Serum Institute of India. L’altro vaccino è sviluppato da Iavi, organizzazione di ricerca biomedica senza scopo di lucro che sviluppa vaccini e anticorpi per l’Hiv. Al momento è “il più promettente”, dice l’Oms, ma i tempi per l’avvio delle sperimentazioni sono lunghi: 7-9 mesi. Per questo “potrebbe non essere un’opzione da valutare nell’attuale epidemia”.

Più rapidi (2-3 mesi) i tempi per il vaccino Oxford-Serum Institute, per cui, però, “sono ancora necessari ulteriori dati sugli animali”. Per questo si guarda con attenzione anche al vaccino già approvato contro il virus ebola Zaire (Ervebo). Sul fronte dei trattamenti, le opzioni analizzate dall’Oms si trovano “a differenti stadi di sviluppo”. Qui l’attenzione è caduta innanzitutto sull’antivirale remdesevir (approvato durante la pandemia per trattare Covid-19). Un altro prodotto (MBP-134) è un cocktail di anticorpi monoclonali sviluppati a partire dai campioni di un paziente che aveva contratto ebola. Per ultimo, un anticorpo monoclonale (maftivimab), già approvato come componente di un farmaco combinato contro il ceppo Zaire diebola (Inmazeb).  Alcune di queste opzioni, insieme all’antivirale obeldesivir, potrebbero essere utili anche per ridurre il rischio di sviluppare la malattia in chi è stato esposto al virus.

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