Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Giurisprudenza tributaria: il punto su Fisco e professionisti

Giurisprudenza tributaria: il punto su Fisco e professionisti

Giugno 9, 2026
Nel 2025 abbiamo speso 119 miliardi di dollari per armi atomiche

Nel 2025 abbiamo speso 119 miliardi di dollari per armi atomiche

Giugno 9, 2026
Umana, 2.500 posizioni aperte per i lavoratori stagionali

Umana, 2.500 posizioni aperte per i lavoratori stagionali

Giugno 9, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Pronto soccorso: +1,5 mln di accessi in 2 anni e pazienti ancora «senza rete» sul territorio
Salute

Pronto soccorso: +1,5 mln di accessi in 2 anni e pazienti ancora «senza rete» sul territorio

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 7, 20264 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Pronto soccorso: +1,5 mln di accessi in 2 anni  e pazienti ancora «senza rete» sul territorio

Gli accessi in Pronto soccorso sono aumentati di 1,5 milioni in due anni, tra 2023 e 2025 e di 750mila pazienti nel solo 2024-2025: questa l’ultima stima, in assenza di dati ufficiali, elaborata dalla Società di Medicina di emergenza-urgenza (Simeu) sulla base di una flash survey appena realizzata su un campione di strutture. Dall’analisi-lampo emerge una media di “stazionamento” del paziente in Pronto soccorso pari a 23 ore – ma con strutture che arrivano a registrare il dato drammatico di quattro giorni per il cosiddetto boarding in barella, cioè in attesa di collocare la persona in un reparto o in una struttura sul territorio. Ed è proprio sul collegamento con questo “setting” di cura che emerge il dato più nuovo – mai valutato prima – e decisamente preoccupante: solo poco più di un terzo degli ospedali (il 36%) dichiara di avere una collaborazione reale e costante – basata su protocolli aziendali e gestione congiunta – con centri come le Rsa o gli ospedali di comunità o con le strutture di cure palliative. Al contrario, per il 64% degli intervistati da Simeu, il dialogo è “saltuario o del tutto assente. Con i servizi sociali, il dato migliora ma non supera la sufficienza: la quota di Pronto soccorso che rivendica una cooperazione efficace si ferma al 50%, mentre l’altra metà vive una condizione di “isolamento operativo”.

Senza una regìa

Se è la stessa Società scientifica a precisare che i dati presentati hanno il valore di un campione e dovranno essere ulteriormente valutati in futuro, il campanello d’allarme preventivo è forte. Anche soltanto a guardare l’ultimo dato, in tempi in cui il riordino delle cure sul territorio voluto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dovrebbe essere ormai quasi completato. Come sottolinea il presidente Simeu Alessandro Riccardi, «l’integrazione tra Pronto soccorso e strutture socio-assistenziali è il pilastro su cui deve reggersi il futuro del Servizio sanitario nazionale. E’ indispensabile definire indicatori realistici e sistemi di rilevazione accurati: senza una reale continuità assistenziale, la pressione sulle aree di emergenza è destinata a diventare insostenibile».

«Da una parte il territorio è insufficiente, dall’altra molte dimissioni a esempio da Medicina, che finiscono in Rsa, potrebbero essere anticipatre direttamente dal Pronto soccorso ma questo non succede laddove non c’è un’adeguata regia da parte delle direzioni di distretto sul territorio – spiega il past president Simeu, Fabio De Iaco -. La mancata attuazione del Pnrr diminuisce del resto le possibilità di accoglienza dei pazienti sul territorio ma oltre a questo il tema è che manca una regia che faccia da ponte e consenta la co-gestione dei pazienti tra ospedale e territorio. Chi ha i pazienti in ospedale e chi deve prendersene cura sul territorio, dovrebbero parlarsi ma questo ancora oggi non avviene e i pazienti ne fanno le spese».

Gettonisti ancora in campo

Dalla flash-survey emerge che solo l’11% degli ospedali interrogati da Simeu dichiara un organico medico sufficiente a garantire il servizio, senza necessità di integrazioni di alcun tipo. Il restante 89%, riferisce di integrare la copertura medica necessaria attraverso soluzioni quali le prestazioni aggiuntive dei dirigenti medici o contratti libero-professionali stipulati a livello aziendale. Il 29% delle strutture interrogate riferisce di continuare a ricorrere anche ad agenzie di servizi, i cosiddetti “gettonisti”, malgrado le indicazioni ministeriali. In questo contesto, la percentuale di pazienti che vengono ricoverati in ospedale dopo l’accesso di Pronto Soccorso si conferma intorno al 13%, confermando precedenti rilevazioni.

Pazienti fermi “in barella”

Alla domanda se il boarding costituisca un problema strutturale del Pronto soccorso il 70% delle strutture ha confermato di dover fronteggiare quotidianamente malati in barella in attesa di posto letto; solo il 30% delle strutture dichiara di non avere problemi di boarding.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Medici, società tra professionisti  «utili» per le cure sul territorio

Medici, società tra professionisti «utili» per le cure sul territorio

Tutela dei caregiver, welfare integrativo e prescrizione sociale leve anti-crisi in sanità

Tutela dei caregiver, welfare integrativo e prescrizione sociale leve anti-crisi in sanità

Le antenne 5G aumentano il rischio di tumore al cervello? Cosa dice la scienza

Le antenne 5G aumentano il rischio di tumore al cervello? Cosa dice la scienza

Case comunità senza medici e infermieri, così le Regioni provano a evitare il flop

Case comunità senza medici e infermieri, così le Regioni provano a evitare il flop

in 70mila sui “banchi” del Bambino Gesù

in 70mila sui “banchi” del Bambino Gesù

Dai senza casa agli “abusivi”: così l’equità è a rischio se il Ssn chiede la residenza

Dai senza casa agli “abusivi”: così l’equità è a rischio se il Ssn chiede la residenza

Dalla depressione al diabete: se il cibo cura a casa il malato sta meglio e cala la spesa

Dalla depressione al diabete: se il cibo cura a casa il malato sta meglio e cala la spesa

Hai il diabete? Sei escluso dai Gruppi sportivi militari per vecchie norme del 1932

Hai il diabete? Sei escluso dai Gruppi sportivi militari per vecchie norme del 1932

Medici di famiglia: il Governo rinuncia alla riforma, a rischio le Case di comunità

Medici di famiglia: il Governo rinuncia alla riforma, a rischio le Case di comunità

Articoli Principali

Nel 2025 abbiamo speso 119 miliardi di dollari per armi atomiche

Nel 2025 abbiamo speso 119 miliardi di dollari per armi atomiche

Giugno 9, 2026
Umana, 2.500 posizioni aperte per i lavoratori stagionali

Umana, 2.500 posizioni aperte per i lavoratori stagionali

Giugno 9, 2026
Eolico, da IVPC ed Eurus il piano Fortore da 187 milioni

Eolico, da IVPC ed Eurus il piano Fortore da 187 milioni

Giugno 9, 2026
Il blitz di Intesa, 30 miliardi per MPS

Il blitz di Intesa, 30 miliardi per MPS

Giugno 9, 2026

Ultime Notizie

Sicurezza e transizione energetica alla Digital Round Table di Radio 24

Sicurezza e transizione energetica alla Digital Round Table di Radio 24

Giugno 9, 2026
nasce il gigante del risparmio

nasce il gigante del risparmio

Giugno 9, 2026
Il centrosinistra conquista Agrigento. Chi è Sodano: l’assistente Onu ed ex deputato M5s che ha partecipato a X Factor

Il centrosinistra conquista Agrigento. Chi è Sodano: l’assistente Onu ed ex deputato M5s che ha partecipato a X Factor

Giugno 8, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.