La ricchezza delle famiglie italiane cresce meno del resto dell’Eurozona, perché i redditi sono aumentati meno che negli altri Paesi europei. In questo quadro il risparmio va riducendosi, aggravando le disuguaglianze. Il nostro Paese è sempre più polarizzato, i guadagni degli investimenti finanziari sono concentrati nelle fasce più ricche della popolazione, con il 5% delle famiglie che detiene oltre la metà della ricchezza netta complessiva, mentre il 50% meno abbiente ne possiede appena il 7,3%.
Questa è la foto, in estrema sintesi, scattata dall’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie presentato a Roma, che elaborando dati Bce ed Eurostat, evidenzia come la crescita della ricchezza netta delle famiglie italiane è la più bassa soprattutto nel confronto con le principali economie europee.
Per la ricchezza delle famiglie crescita inferiore agli altri Paesi europei
Al 31 dicembre 2025 l’ammontare della ricchezza netta è di 11.333 miliardi di euro, contro i 19.867 della Germania, i 14.054 della Francia e gli 8.484 della Spagna. La ricchezza netta dell’area euro ha raggiunto nel 2025 i 68.521 miliardi di euro. Rispetto al 2015 l’incremento italiano è stato del 22,8%, a fronte dell’87,3% della Germania, del 42% della Francia e del 56,6% della Spagna. Il risultato di questo andamento più lento è che il peso della ricchezza delle famiglie italiane sul totale di quelle dell’area dell’euro è calato dal 21,7% al 16,5%. In particolare, dal 2015 la crescita totale dell’Italia, pari a 2.107 miliardi, è stata determinata per il 45% circa (937 miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale (+ 102,7%) detenuti per la quasi totalità (98,3%) dal decile delle famiglie più abbienti. La crescita, peraltro, è stata fortemente concentrata nel secondo quinquennio che va dal 2020 al 2025.
Redditi aumentati meno degli altri Paesi Ue, quasi la metà della Spagna
La debole dinamica della ricchezza si spiega con una crescita modesta dei redditi rispetto alle principali economie europee. Tra il 2015 e il 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie italiane è passato da 1.132,8 a 1.455 miliardi di euro, con un incremento del 28,4%. Nello stesso periodo la crescita è stata del 48,3% in Germania, del 41,1% in Francia e del 53,8% in Spagna. Come per la ricchezza, anche l’incremento dei redditi in Italia è maturato in gran parte dal 2020.
Tasso di risparmio lordo delle famiglie fermo al 10,7%, contro il 14,3% dell’Eurozona
In questo quadro non stupisce che anche un tradizionale elemento di forza del sistema Italia, il risparmio delle famiglie vada riducendosi. Per quanto riguarda il risparmio lordo delle famiglie italiane, si passa dai 125,7 miliardi del 2015 ai 161,1 miliardi del 2025, con una crescita di appena il 28,2%. Germania e Francia registrano rispettivamente incrementi del 64,4% e dell’80,7%, mentre la Spagna arriva al 134,2%. Nel 2025 il tasso di risparmio lordo italiano è pari al 10,7%, il più basso tra i principali Paesi e nettamente inferiore alla media dell’area euro, pari al 14,32%. Germania e Francia si collocano rispettivamente al 19,2% e al 17,2%, mentre la Spagna raggiunge l’11,9%.









