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Home » Rinnovabili, Marche: dal 2020 nessuna autorizzazione per progetti eolici
Economia

Rinnovabili, Marche: dal 2020 nessuna autorizzazione per progetti eolici

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 5, 20263 min di lettura
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Rinnovabili, Marche: dal 2020 nessuna autorizzazione per progetti eolici

Nelle Marche, l’obiettivo del burden sharing di installare 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030 è ancora molto lontano. Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, a cura di Elemens e Public Affairs Advisors, sono fermi per la valutazione del Mase quattro progetti di fotovoltaico per 108 MW complessivi e otto di eolico per 470 MW. La Regione Marche, che negli ultimi mesi ha bocciato quattro progetti di eolico nell’area appenninica, sta valutando con la procedura unica regionale (Paur) altri progetti per 235 MW di fotovoltaico e altri 90 MW sull’energia del vento, che però hanno poca possibilità di trasformarsi in impianti funzionanti. L’indirizzo strategico annunciato da Palazzo Raffaello sta nei numeri: 182 impianti fotovoltaici autorizzati dal 2020 al maggio scorso, 165 dei quali di piccola taglia (4-5 MW), e nessuno eolico nello stesso periodo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Non posso negare che ci siano forti resistenze nei confronti delle installazioni eoliche – spiega Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo economico -, poiché le parti ventose sono limitate a due aree dell’Appennino marchigiano con elevato valore ambientale e paesaggistico. E il connotato identitario del nostro paesaggio collinare trova resistenza anche verso le installazioni di fotovoltaico in aree agricole». La scelta è selettiva: fare del sole la principale fonte per produrre energia e per arrivare all’obiettivo condiviso in Europa. Ma si rischia di procedere a rilento, visto che rispetto al target 2026 di 930 MW ad oggi mancano 114 MW, che diventano 1,68 GW se si guarda al traguardo finale.

«Le Marche, oltre a non brillare in fatto di approvazione dei progetti presentati – spiega Tommaso Barbetti, partner di Elemens -, non sono riuscite ad attrarre l’interesse del mercato: solo in Trentino, Valle d’Aosta e Umbria sono state fatte meno richieste di autorizzazione negli ultimi anni. Il territorio non è immenso e ha le sue particolarità, ma anche il business environment percepito come poco favorevole potrebbe aver giocato un ruolo».

A oggi, l’energia prodotta localmente da fonti rinnovabili copre meno di un terzo del fabbisogno regionale di consumo annuale (2.381 GWh rispetto a 7.400 GWh), nonostante la spinta che arriva proprio dallo sfruttamento dell’energia solare, che fa della regione quella con il maggior numero di impianti rispetto al numero di abitanti: sono complessivamente 59mila per 1.602 GWh annui e rappresentano il 67,3% dell’energia verde prodotta sul territorio.

Uno studio della Politecnica delle Marche evidenzia la possibilità di raddoppiare la quota di territorio disponibile e utilizzabile per il fotovoltaico, portandola a 900 ettari (circa lo 0,1% del territorio regionale). Più tetti in aree industriali e urbane, più impianti a terra in aree abbandonate, sempre che non intervengano burocrazia o proteste locali che hanno bocciato progetti di fotovoltaico, anche se ubicati all’interno di cave dismesse. Quanto alle altre fonti rinnovabili, dall’eolico arrivano 27,8 GWh, l’idrico è da diversi anni quasi integralmente sfruttato e oggi produce 255,1 GWh (-55,1% tra il 2024 e il 2025), il termoelettrico produce 495,2 GWh, mentre non sono presenti impianti di geotermia ad alta entalpia.

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