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Home » Sospesi 32 deputati di opposizione, impedirono l’evento neofascista alla Camera
Politica

Sospesi 32 deputati di opposizione, impedirono l’evento neofascista alla Camera

Sala StampaDi Sala StampaAprile 1, 20263 min di lettura
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Sospesi 32 deputati di opposizione, impedirono l’evento neofascista alla Camera

L’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha deciso, a maggioranza e al termine di una seduta piuttosto tesa, di sanzionare 32 deputati delle opposizioni per i fatti avvenuti lo scorso 30 gennaio. 

In quell’occasione, un gruppo di parlamentari aveva occupato la sala stampa della Camera per impedire lo svolgimento di una conferenza stampa sulla “remigrazione”, organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele. All’evento avrebbero dovuto partecipare esponenti neofascisti e di movimenti di estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Giacomo Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex esponente di Forza Nuova Massetti e Ferrara della Rete dei Patrioti.

Per 22 deputati è stata decisa la sospensione per cinque giorni dai lavori parlamentari, con relativa interdizione. 
Si tratta di esponenti che, secondo la ricostruzione dell’ufficio di presidenza, avrebbero “materialmente impedito l’avvio della conferenza” sedendosi al banco degli oratori. I parlamentari colpiti da questo provvedimento sono: Bakkali, Cuperlo, Orfini, De Maria, Sarracino, Scotto, Stumpo, Morassut, Boldrini e Casu del Pd; Sportiello, Riccardo Ricciardi, Auriemma, Caso, Ferrara, Lomuti, Quartini e Francesco Silvestri del Movimento 5 stelle; Zaratti, Bonelli, Fratoianni e Mari di Avs. 

Altri 10 deputati hanno invece ricevuto una sospensione di quattro giorni per aver “contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili” nella sala, rendendo impossibile l’iniziativa. In questo secondo gruppo figurano i nomi di Alifano, Di Biase, D’Orso, Gribaudo, l’Abbate, Mancini, Orrico, Marina Ricciardi, Ciani e Romeo.

 

l saluto romano dei militanti di destra alla commemorazione per i 50 anni dall’assassinio di Sergio Ramelli (@web)

Le reazioni dei parlamentari sanzionati sono immediate: una rivendicazione orgogliosa e talvolta ironica del gesto antifascista. 

Scrive Nicola Fratoianni, leader di Avs: “Non considero questa sanzione come il segno di una colpa”. Secondo il deputato, se il governo non ha la forza di sciogliere le organizzazioni neofasciste, spetta al Parlamento evitare che queste entrino nel cuore delle istituzioni: “Lo rifarei, lo rifaremo se dovesse capitare la necessità, per onorare la democrazia, la Costituzione, la Repubblica e il suo fondamento antifascista”

Sulla stessa linea Gianni Cuperlo del Pd, sui social: “Vorrei dirvi due cose. È la prima volta nella mia vita che vengo sospeso (mai, manco a scuola). La seconda è che sono sereno e orgoglioso per la mia prima sospensione e domattina rifarei ciò che ho fatto”.

Anche Arturo Scotto, capogruppo Dem in commissione Lavoro, parla di “una pagina buia per il Parlamento”, sostenendo di aver agito da uomo delle istituzioni per difendere la Repubblica da chi ne nega le radici nate dalla Resistenza.

 

Nicola Fratoianni di Avs con la spilla ''Ice out''

Nicola Fratoianni di Avs con la spilla ”Ice out” (Ansa)

Critiche dure dalle note ufficiali dei gruppi parlamentari. 

Il Movimento 5 stelle definisce le sanzioni “irricevibili e paradossali”, facendo notare come l’ufficio di presidenza si sia limitato a una tirata d’orecchie per il sottosegretario Delmastro per le sue partecipazioni societarie non dichiarate, mentre ha punito con severità chi ha difeso l’onore del Paese.

Anche l’ufficio di presidenza del gruppo Pd parla di una deriva sconcertante, sottolineando come sia inaccettabile colpire chi ha protestato in modo non violento leggendo gli articoli della Costituzione, mentre lo stesso organismo votava uno scudo processuale per Giusy Bartolozzi. Per queste ragioni, i democratici chiedono il ritiro del provvedimento, accusando la maggioranza di proteggere chi disonora le istituzioni e colpire chi tenta di tutelarne la dignità.

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