Alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina l’opinione pubblica italiana resta divisa sul sostegno militare al paese, anche se prevale il consenso alla fornitura di armi. Lo attesta il sondaggio di Swg, eseguito dal 18 al 20 febbraio con metodo Cawi, su un campione di 800 maggiorenni,
Il 44% favorevole all’invio di armi
Nell’aprile 2023 il 51% degli interpellati era favorevole a continuare l’invio di armi, nel maggio 2025 lo era il 42%, mentre nel febbraio 2026 la percentuale è risalita di due punti, al 44 per cento. Fra l’elettorato dell’opposizione il dato è al 55%, mentre è al 46% fra gli elettori della maggioranza. Al 38% la percentuale di chi vuole fermare l’invio di armi, contro 41% del maggio 2025 e il 31% dell’aprile 2023. Nel dettaglio il 43% degli elettori della maggioranza è per fermare l’invio, percentuale che scende al 32% fra quelli dell’opposizione.
Per il 48% gli ucraini dovrebbero cedere la parte del Donbass occupata dai russi
Dal sondaggio emerge che il 48% del campione ritiene che, pur di ottenere il cessate il fuoco, gli ucraini dovrebbero essere disposti a cedere la parte del Donbass attualmente occupato dai russi. E il 40% ritiene che gli ucraini dovrebbero rinunciare a entrare nella Nato.
Rispetto ai negoziati domina il pessimismo
Rispetto ai negoziati in corso, secondo il sondaggio Swg, domina il pessimismo che risulta più marcato di quattro anni fa: il 36% ritiene che la trattativa porterà a una soluzione, ma la guerra continuerà ancora a lungo. Il 30% che non porterà a una soluzione. Pochissimi – solo il 9% – crede a una soluzione in tempi rapidi. Non risponde il 25% del campione.
Responsabilità per il mancato accordo attribuite a Putin
Le responsabilità per il mancato accordo per terminare il conflitto vengono attribuite soprattutto a Putin: il 33%, percentuale che scende al 30% fra gli elettori della maggioranza e sale al 41% fra quelli dell’opposizione. Non mancano i critici verso l’Ucraina che non vuole cedere il Donbass ai russi (27%). Il 25% ritiene che a grandi potenze come Stati Uniti e Cina convenga che la guerra continui. Il 15% non risponde.











