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Home » Uomini e topi: no allarmismo, sì attenzione. Oltre l’Hantavirus, i rischi a casa nostra
Salute

Uomini e topi: no allarmismo, sì attenzione. Oltre l’Hantavirus, i rischi a casa nostra

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 5, 20262 min di lettura
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Uomini e topi: no allarmismo, sì attenzione. Oltre l’Hantavirus, i rischi a casa nostra

I casi di probabile infezione da Hantavirus registrati a bordo di una nave da crociera nell’Atlantico hanno comprensibilmente innescato allarme. È bastato il nome del virus a generare una propagazione incontrollata della preoccupazione, prima ancora che si comprendesse a fondo la natura dell’agente in questione.

Roditori da “attenzionare”

I roditori sono sempre stati – nella realtà epidemiologica e, se possibile, ancor di più nell’immaginario collettivo – portatori di malattie anche devastanti, eppure, a casa nostra, tendiamo come popolazione a dimenticarcene. Vale la pena condividere qualche riflessione, anche alla luce dell’imminente arrivo dell’innalzamento delle temperature che, uno studio dello scorso anno della Richmond University, correla all’aumento del numero di roditori nelle nostre città dove la presenza di più abitanti nei centri urbani significa più rifiuti lasciati in giro.

E vale la pena evidenziare che non sono portatori esclusivi di Hantavirus. La loro pericolosità, nei termini della possibilità di trasmettere infezioni, è ben più ampia. Il ratto (Rattus rattus e Rattus norvegicus) è serbatoio o vettore di numerosi agenti patogeni: la leptospirosi, trasmessa attraverso le loro urine contaminate che raggiungono acque o il suolo; la salmonellosi e altre tossinfezioni alimentari, favorite dalla contaminazione di derrate con i loro escrementi; la febbre da morso di ratto, causata da Streptobacillus moniliformis. E poi c’è la storia: se la peste bubbonica del Trecento devastò l’Europa, fu perché il ratto fungeva da ospite per Xenopsylla cheopis, la pulce vettore di Yersinia pestis. Il roditore non uccideva direttamente, ma trasportava chi uccideva.

Le tutele sanitarie

Tutto questo rende il controllo della popolazione roditrice una questione di salute pubblica concreta. Il lavoro di vigilanza svolto dalle Aziende Sanitarie locali e dai Nuclei antisofisticazione e sanità dell’Arma dei Carabinieri nei mercati, nei depositi alimentari, nella ristorazione collettiva, è una delle linee di difesa meno visibili ma più efficaci di cui disponiamo ed andrebbe potenziata, specie nell’ottica di un compiuto approccio OneHealth.

Il nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn), sebbene abbia bisogno di un aggiornamento strutturale legato ai mutamenti tecnologici, sociodemografici, scientifici e organizzativi sopraggiunti in quasi mezzo secolo, ha costruito un sistema di controlli preventivi che ci aiutano a tenere lontani da noi pericoli molto seri per la nostra vita e la salute pubblica.

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