Il caso della megattera bloccata nelle acque basse della baia di Wismar, che da settimane sta suscitando emozione nell’opinione pubblica tedesca, è giunto a un punto di svolta.
Le autorità regionali hanno dato il via libera a un estremo tentativo di salvare Timmy che, nelle ultime ore, ha mostrato un livello di attività maggiore rispetto ai giorni precedenti, con movimenti della coda e segnali di reattività.
I soccorritori hanno ripreso le operazioni in mare, avvicinandosi con piccole imbarcazioni mentre piattaforme galleggianti e mezzi meccanici restano pronti nell’area.
L’animale, lungo tra i 12 e i 15 metri, è debilitato dopo settimane nel Mar Baltico, fuori dal suo habitat naturale, con problemi alla pelle legati alla bassa salinità e ripetuti incagli nelle acque basse.
Nei giorni scorsi le autorità del Meclemburgo-Pomerania avevano interrotto i tentativi di salvataggio per le condizioni critiche del cetaceo. La situazione è cambiata con la presentazione di un piano promosso da privati.
Il progetto prevede un’operazione complessa: liberare l’animale dal fondale fangoso, sollevarlo con cuscini ad aria e posizionarlo su un telone tra due pontoni per il trasporto verso il Mare del Nord o, successivamente, l’Atlantico. Le tempistiche restano incerte e dipendono dalle condizioni della balena e del mare.
Il ministro dell’Ambiente del Land, Till Backhaus, ha parlato di un approccio “minimamente invasivo”: «Spero, per usare un’immagine, che la nebbia si dissolva e che abbia la sua occasione. Ora deve farcela da sola».
Nei giorni scorsi, la decisione delle autorità di fermare i soccorsi per evitare ulteriori sofferenze all’animale aveva aperto un confronto pubblico in Germania. Sulla costa di Wismar si sono svolte proteste per chiedere la ripresa delle operazioni, mentre esperti e organizzazioni ambientaliste avevano invitato alla prudenza, giudicando le condizioni della megattera estremamente precarie.









