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Home » Via libera del Senato al decreto commissari: dal Mose al Ponte sullo Stretto, cosa cambia
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Via libera del Senato al decreto commissari: dal Mose al Ponte sullo Stretto, cosa cambia

Sala StampaDi Sala StampaAprile 29, 20263 min di lettura
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Via libera del Senato al decreto commissari: dal Mose al Ponte sullo Stretto, cosa cambia

Via libera dell’Aula del Senato al decreto commissari che ha approvato il provvedimento con voto di fiducia. Il testo, che il 5 maggio arriverà all’esame della Camera per la seconda lettura, mette mano alla governance delle grandi opere e prova a rimettere ordine nella galassia di strutture straordinarie cresciute negli ultimi anni. Dentro c’è il Ponte sullo Stretto, ma anche il Gran Sasso, le autostrade A24-A25, gli interventi Anas e una lunga serie di cantieri considerati strategici.

L’aula l’ha approvato con 95 voti favorevoli, 58 contrari e un astenuto

Ponte sullo Stretto

Il cuore del provvedimento resta l’articolo 1, quello più delicato. Qui il governo conferma il cambio di passo già emerso nelle interlocuzioni con il Quirinale: niente super-commissario sul Ponte e ritorno della regia al ministero delle Infrastrutture. Una scelta che segna una discontinuità rispetto alle prime bozze e che punta a ricondurre l’operazione dentro un perimetro più ordinario, dopo i rilievi della Corte dei conti. Il testo approvato dal Senato chiarisce in modo puntuale il percorso procedurale per arrivare al via libera definitivo dell’opera. Si tratta di una vera roadmap: aggiornamento del piano economico-finanziario, nuovi passaggi istruttori, acquisizione dei pareri tecnici e, soprattutto, nuova delibera Cipess, destinata a diventare l’atto chiave dell’intero iter. Accanto a questo, il decreto rafforza il ruolo del Mit come cabina di regia dell’interlocuzione con Bruxelles. Il confronto con la Commissione europea resta uno snodo cruciale, sia sul fronte ambientale sia su quello della concorrenza e delle regole sugli appalti. Una scelta dettata dalla necessità di non inciampare su qualche obiezione della Ue durante l’iter autorizzativo.

I Commissari

Parallelamente, il decreto interviene sulla galassia dei commissari esistenti. Per il Gran Sasso viene prorogato l’incarico fino al 2028 e ridefinito il perimetro delle competenze, accentrando le funzioni in un’unica struttura. Stesso schema sulle autostrade A24 e A25, dove la proroga dei commissari serve a completare interventi complessi di adeguamento sismico e ammodernamento. Il decreto tocca anche Anas: qui la novità è il passaggio delle funzioni commissariali all’ad Claudio Andrea Gemme, con la possibilità di delega alle strutture territoriali. Il decreto ridisegna anche la governance delle opere ferroviarie, con un accentramento netto in capo a Rfi. L’ad Aldo Isi subentra ai commissari straordinari già nominati sulle opere della rete nazionale, assumendone compiti e poteri. Nel perimetro rientrano interventi strategici come il potenziamento della linea alta velocità Napoli-Bari e gli interventi sulla direttrice Palermo-Catania-Messina. La logica è quella di riportare dentro una regia unica cantieri finora frammentati, mantenendo però il modello commissariale per accelerare tempi e procedure.

Il Mose

Il decreto mette ordine anche sul Mose, intervenendo su un nodo finora rimasto in sospeso: la natura giuridica dell’opera. Il sistema viene infatti formalmente acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato e affidato in uso all’Autorità per la Laguna di Venezia, che già ne cura gestione e manutenzione. Una scelta che serve a chiarire definitivamente chi è il “proprietario” dell’infrastruttura e a stabilizzare la governance. In parallelo, l’Autorità entra di diritto tra le stazioni appaltanti qualificate, potendo così gestire direttamente gare e lavori senza passaggi intermedi. Il testo è atteso alla Camera dove il 5 maggio inizierà la discussione generale. Dovrà essere convertito entro il 10.

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