Ultima chiamata per i viticoltori dell’ex cooperativa Terre d’Oltrepò. La coop lombarda lo scorso settembre e a causa di una crisi finanziaria irreversibile, è finita in liquidazione coatta amministrativa lasciando senza riferimenti i circa 500 viticoltori soci.
Attraverso il lavoro dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia, Confcooperative e delle altre organizzazioni agricole è stato messo in piedi un progetto alternativo. Quello proposto da Collis Wine Group, gruppo cooperativo veneto che si è impegnato a ritirare almeno 250mila dei circa 350mila quintali di uve prodotte in media dagli ex soci di Terre d’Oltrepo.
Per aderire al progetto occorre l’impegno a conferire le uve della vendemmia 2026 avviando così la programmazione della prossima annata. «Il progetto industriale messo in campo dal gruppo veneto – ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – rappresenta l’unica proposta strutturata e attuabile per garantire una prospettiva alla filiera. L’ultima possibilità di salvataggio. Se non dovesse essere raccolta, credo si chiuda definitivamente una stagione in Oltrepò».
Il progetto presentato da Collis Wine Group prevede un target di uve da conferire che è di 250mila quintali e attualmente si è ancora sotto le 100mila. «Il punto è che la vera cooperazione parte con l’impegno al conferimento – spiegano a Confcooperative Lombardia – è così che si effettua l’adesione al progetto, a partire dalla definizione delle scelte colturali, delle potature e dei trattamenti da effettuare in vista della vendemmia 2026».
Senza dimenticare altri aspetti extra viticoli. «Collis utilizzerebbe per la vinificazione delle uve e la loro lavorazione – proseguono a Confcoop Lombardia – gli impianti ex Terre d’Oltrepò sul territorio generando così un rilevante indotto per l’intera area, con un progetto di filiera, non speculativo, di lungo periodo».











