Cinque italiane nelle prime 10. E la vetta mondiale in uno dei comparti dove l’improvvisazione non basta più da tempo: quello degli eventi.
La fotografia arriva dalla classifica BEA World Top 50 Event Agencies, uno dei riferimenti globali per la live communication. Il dato che colpisce non è soltanto il vertice – con Ninetynine prima al mondo con 71 punti – ma la profondità della presenza italiana: cinque agenzie private nelle prime dieci (Next Group; Balich Wonder Studio; Ega Worldwide e Filmmaster). Un segnale netto, difficilmente liquidabile come episodio isolato.
Nella classifica generale dietro Ninetynine si piazzano la olandese XSAGA (58 punti) e, a pari merito, la spagnola Experientia e l’olandese WINK (55). Ma è la distribuzione complessiva a raccontare una storia diversa: l’Italia non è più un outsider capace di colpi di genio, è un sistema che regge il confronto lungo tutta la filiera.
Il ranking, del resto, non premia l’acuto ma la continuità. L’analisi considera le performance tra il 2017 e il 2025, ricalcolando i punteggi delle diverse edizioni e includendo tutti gli eventi vincitori anche in presenza di successi multipli. Un perimetro più rigoroso, che riduce le distorsioni e misura davvero la capacità di stare sul mercato internazionale nel tempo.
È qui che il dato italiano acquista peso. Perché emergere una volta è possibile, consolidarsi è un’altra storia. E in un settore che nel frattempo è diventato sempre più complesso — tra tecnologia, comunicazione, logistica e gestione degli stakeholder — la differenza la fa chi sa tenere insieme tutto.










