Salta l’accordo, le parole di Trump spezzano il trend degli scorsi giorni ed il petrolio torna a correre. Il Brent balza sopra 100 dollari, poco dopo la dichiarazione del presidente americano, quando respinge l’offerta dell’Iran.
Impianto petrolio (Rainews24)
Lo stretto di Hormuz e la trattativa interrotta
Donald Trump ha rimandato al mittente l’ultima risposta dell’Iran alla sua proposta, per porre fine alla guerra in Medio Oriente, prolungando di fatto la chiusura del cruciale Stretto di Hormuz.
L’inquilino della Casa Bianca ha bollato come “totalmente inaccettabile” la risposta dell’Iran per un eventuale accordo per mettere fine alla guerra. Il tycoon ha accusato Teheran di “aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti d’America e il resto del mondo per 47 anni. Ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno sterminato 42mila manifestanti innocenti, ridendo del nostro Paese” ma ora “non rideranno più”.
Colonne di fumo dopo un’esplosione in una raffineria di petrolio in Texas. (afp)
Il balzo del Brent
E così il Brent, si riporta sopra la soglia dei 100 dollari al barile con un balzo del 3,99% a 105,31 dollari; il Wti viaggia in rialzo del 4,6% a 99,89 dollari. Sale anche il gas che sulla piattaforma di Amsterdam si attesta a 44,9 euro al Megawattora (+1,71%).
Sul fronte dei metalli preziosi, vendite sull’oro con il contratto spot che cede l’1,34% a 4.652 dollari l’oncia. Stesso copione per palladio (-1,22% a 1.476 dollari) e il platino (-1,12% a 2.027 dollari). Giù anche l’argento che segna un calo dello 0,37% a 80 dollari.












