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Salute

Case di comunità con almeno un medico di famiglia, ma massimo sei ore a settimana

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 17, 20264 min di lettura
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Case di comunità con almeno un medico di famiglia, ma massimo sei ore a settimana

Un nuovo passo per provare a riempire le oltre mille Case di comunità finanziate con 2 miliardi dal Pnrr e che devono aprire entro il 30 giugno. Dopo il clamoroso stop alla riforma a cui aveva lavorato il ministro della Salute Orazio Schillaci è stato appena approvato dalle Regioni l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale dei medici di famiglia che, di fatto, prova a sbloccare la situazione in vista della scadenza di fine mese per l’apertura di questi maxi ambulatori dove i cittadini troveranno visite, esami e prevenzione. L’atto di indirizzo, spiega la Conferenza delle Regioni, prevede che in ogni Casa di comunità ci sia “una presenza minima di almeno un medico in ogni casa di comunità” e l’obbligo per i medici di medicina generale di effettuare in queste strutture fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue.

Corsia rapida per l’accordo, ma rischia di essere piccola toppa

Si tratta di un accordo importante anche se assomiglia ad un accordo al ribasso rispetto alla riforma poi rimasta nei cassetti. Nelle Case di comunità i cittadini in realtà dovrebbero trovare ben più di un medico mentre nell’atto di indirizzo si parla di una “presenza minima” di almeno un dottore e poi c’è il rischio che le sei ore siano un target massimo a cui adempieranno davvero pochi camici bianchi e cioè quelli che non hanno troppi pazienti che sono sempre di meno visto che la maggior parte dei medici di famiglia è vicina o supera il massimale dei 1500 assistiti ciascuno. Si vedrà nell’accordo come saranno disciplinati questi aspetti che non sono di dettaglio. Insomma il rischio è che alla fine si possa cucire una piccola toppa non sufficiente a coprire il buco di personale sanitario di cui si avrebbe bisogno. In ogni caso l’accelerazione sull’accordo ha coinvolto tutti gli attori in campo: i sindacati di categoria (Fimmg, Smi e Snami) ricevuti al ministero della Salute dal capo di Gabinetto del dicastero, Marco Mattei, insieme a Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. Era il nodo da sciogliere auspicato, dai sindacati, nella ripresa del dialogo con il ministro della Salute. Schillaci aveva sempre tenuto la porta aperta anche nei momenti più difficili della riforma della medicina del territorio – quando la strada era il decreto, poi messo da parte – necessaria per finalizzare la Missione 6 del Pnrr.

I medici di famiglia nelle Case di comunità

Subito dopo gli incontri al ministero, il Comitato di settore Regione-Sanità della Conferenza delle Regioni ha approvato l’atto di indirizzo propedeutico al rinnovo dell’accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale per gli anni 2025-2027 e la firma tra la Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) e i sindacati di categoria potrebbe avvenire già nei prossimi giorni. Nella nota delle Regioni si precisa che “l’atto di indirizzo prevede l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case della comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue. Questo intervento si somma in via residuale all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall’azienda sanitaria. Saranno infatti le singole aziende sanitarie a determinare il proprio fabbisogno e a distribuirlo in modo equo tra i medici, garantendo comunque una presenza minima di almeno un medico in ogni Casa di comunità”. Sul fronte sindacati le sigle – la Fimmg, il sindacato maggioritario, così come Snami e Smi – sono state ascoltate singolarmente e si sono approfonditi i temi relativi all’atto di indirizzo per il nuovo contratto della medicina generale.

Dopo l’accordo può partire il contratto 2025-2027

“Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero della Salute, oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target Pnrr della missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti”, avverte Alparone , Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “Lo facciamo con senso di responsabilità verso i cittadini, che meritano di avere accesso a cure e servizi di prossimità. Approvando questo atto di indirizzo poniamo le condizioni affinché SISAC e le Organizzazioni sindacali sottoscrivano in tempi brevi un accordo atteso, che ha nei suoi contenuti tutti gli elementi che servono a garantire la piena operatività delle Case di Comunità”. Una volta definito questo accordo, partirà il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027 di tutta la Medicina generale, con l’obiettivo di arrivare a un atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre 2026 nel solco della proficua condivisione tra le parti.

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