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Home » Concerti, solo 368 eventi fanno metà dei ricavi 2025
Economia

Concerti, solo 368 eventi fanno metà dei ricavi 2025

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 16, 20263 min di lettura
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Concerti, solo 368 eventi fanno metà dei ricavi 2025

Il 47% degli incassi dei concerti si realizza nei mesi di giugno e luglio e quasi il 60% si concentra al Nord. La sola Lombardia raccoglie un euro su quattro. La geografia degli eventi musicali, che per la prima volta superano il miliardo di euro di ricavi, emerge dai dati del rapporto Siae 2025: le dinamiche stagionali e locali legate “all’infrastruttura” dei grandi concerti si riflettono nei numeri.

Il nodo delle infrastrutture

«Il Nord – afferma Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti – ha un bacino più ampio e risente meno della stagionalità. C’è poi una questione infrastrutturale: al Sud non esistono spazi al chiuso per i grandi concerti. I palazzetti che ospitano più di 15mila persone sono solo a Milano, Torino e Bologna. Firenze ne ospita 7.500, Roma ancora meno». L’assenza di location idonee, secondo Assoconcerti richiede investimenti: «Facciamo appello alla politica e allo Stato, perché supportino questo tipo di iniziative. Sul territorio ci sono gli stadi, arene e spazi storici: location a volte meravigliose dove però ad esempio non sempre si riesce a far entrare camion per fare allestimenti adeguati». Le istituzioni stanno prendendo consapevolezza delle ricadute dei grandi eventi, ma la musica live richiede location capienti, investimenti, produzione, logistica e un bacino di pubblico ampio.

Gli spettatori

Nel 2025 i concerti oltre la soglia dei 10mila spettatori sono stati in tutto 368 (l’1,63% del totale), in aumento rispetto ai 269 del 2024. Questi eventi hanno catalizzato 8,2 milioni di spettatori (oltre il 40% del pubblico) e incassato circa 549 milioni di euro, pari al 54,7% della spesa al botteghino per i concerti. Più della metà degli introiti della concertistica nel 2025.

Il prezzo del biglietto

Nel frattempo il biglietto medio per questi grandi eventi è passato da 65,6 a 66,8 euro nel 2025. Un euro in più in un anno, mentre per tutti gli altri concerti sotto i 10mila spettatori il biglietto medio è salito da 37 a 49 euro. Se da un lato è normale che i grandi eventi costino di più (costi di produzione e allestimento, cachet artistici, logistica, sicurezza, energia, investimenti tecnologici e così via), è quindi vero che i maggiori incassi non sono dovuti a rincari: «I grandi live – spiega Sconocchia – sono aumentati in termini assoluti ed è cresciuto il numero dei loro spettatori: due milioni in più in un anno. La domanda è sempre più forte e il pubblico percepisce il prezzo del biglietto come corretto, sennò non avremmo i sold out».

Per quanto riguarda tutti gli altri concerti “minori”, la progressiva crescita dei prezzi rilevata si affianca a una domanda comunque superiore all’offerta. In questo contesto una maggiore differenziazione del mercato potrebbe aiutare a contenere i costi, preservando accessibilità e partecipazione.

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