Il Governo, in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali sull’ex Ilva di Taranto, ha lanciato un invito a sospendere le procedure di licenziamento annunciate nei giorni scorsi dalle aziende dell’indotto, almeno fino alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Secondo quanto si apprende, risposta positiva è arrivata dalle associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte: Aigi e confederazione Aepi, «per senso di responsabilità» hanno deciso di accogliere l’appello sospendendo le procedure di licenziamento.
«Lì dentro (a Palazzo Chigi ndr) c’era un clima di responsabilità da parte anche di tutte le istituzioni, per cui non ci siamo potuti sottrarre a questo richiamo del senso di responsabilità. Di fronte anche alle garanzie della continuità produttiva in un nuovo tipo di acciaio, l’acciaio green con i forni e i Dri, abbiamo risposto positivamente di sospendere momentaneamente i licenziamenti collettivi, almeno fino all’udienza alla sentenza del Tribunale di Milano». Lo ha detto il presidente di Aigi (Associazione Indotto AdI e General Industries) Nicola Convertino, parlando con i giornalisti al termine dell’incontro tra il governo e le associazioni datoriali riguardo l’ex Ilva. «Noi siamo gli ultimi che vogliamo licenziare – ha detto -, le nostre sono imprese di servizi e la nostra ricchezza sta proprio lì, nel personale».
Il presidente della confederazione Aepi (Associazioni Europee di Professionisti e Imprese) Mino Dinoi, uscendo da Palazzo Chigi dopo l’incontro tra il governo e le associazioni datoriali riguardo l’ex Ilva, ha detto che la risposta positiva alla richiesta da parte delle istituzioni di sospendere momentaneamente le procedure di licenziamento nelle imprese dell’indotto dell’ex Ilva «era l’occasione per dimostrare realmente quando il Sistema Paese si mette insieme, quindi avere l’unità rispetto a un appello da parte del governo, attraverso il sottosegretario Mantovano, di sospendere i licenziamenti era un atto in qualche modo di apertura anche da parte nostra, perché comunque non era l’obiettivo licenziare, ma era quello di fare arrivare il grido d’allarme di preoccupazione sociale che c’è a Taranto».
Confindustria: tavolo permanente è unica strada
«Io credo che la giornata di oggi, l’istituzione di un tavolo permanente concreto, che voglia guardare da una parte all’esito della gara e dall’altra parte ha la proposizione di progetti che possano significare sviluppo economico e sociale, sia l’unica strada. Un punto di partenza, non certo un punto di arrivo». Così il vicepresidente di Confindustria Francesco Somma, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sull’Ex Ilva di Taranto, accompagnato dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma. Quello proposto al tavolo «è un insieme di iniziative, c’è la gara da aggiudicare e viste le decisioni della magistratura bisogna avere il senso della realtà non può che prevedere solo l’area a freddo, salvo novità che vedremo nei prossimi giorni. Poi ci sono gli investimenti privati ci sono gli investimenti che deriveranno da altre misure, quali di il Just Transition Fund, la Zes: è un piano integrato coordinato, non frammentato che deve ovviamente risolvere i problemi economici, ma soprattutto i problemi sociali di un territorio che ha bisogno della vicinanza del governo delle istituzioni locali e nazionali e anche ovviamente delle associazioni datoriali», ha aggiunto Somma.
Quella in corso sull’ex Ilva è una vera e propria tempesta destinata a generare ripercussioni occupazionali e sociali, ha evidenziato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Il governo, ha ricordato Mantovano, fin dal suo insediamento si è assunto le proprie responsabilità prendendo in carico la difficile situazione dell’ex Ilva, affrontando da subito numerosi passaggi impegnativi, dall’esclusione di Arcelor Mittal, alle continue interlocuzioni con l’Unione europea per reperire le risorse necessarie.











