Il prezzo del petrolio resta alto ma ha smesso di salire. Il Brent è scambiato a 102 dollari al barile, -1% rispetto a ieri. Due giorni fa aveva toccato i 106 dollari. Alla vigilia dell’attacco all’Iran era, però, a poco più di 70 dollari.
Si sta stabilizzando anche il prezzo del gas: è quotato 50,9 euro al megawattora, meno 1 per cento. Alla fine di febbraio era a 31 euro.
A contribuire ai ribassi di ieri c’è stato l’accordo tra il governo iracheno e il governo regionale del Kurdistan Iracheno per riprendere le esportazioni di petrolio via oleodotto fino al porto turco di Ceyhan, un’alternativa allo stretto di Hormuz.
Le borse sono in fase di rimbalzo. In Asia l’indice di Seul è salito del 5%, terzo giorno di rialzi. Così come quello di Tokyo, oggi 3%.
Ieri Wall Street ha chiuso in crescita di circa mezzo punto percentuale. Questa sera le decisioni di politica monetaria della Fed, che dovrebbe tenere i tassi fermi.
La borsa di Milano con il +1,22% di ieri è tornata sui livelli di inizio anno. Oggi in avvio +0,50 per cento, a quota 45.100 punti, in linea con Francoforte e Parigi. Londra +0,14%.
Tra i titoli: torna positiva Amplifon (+1,12%), scesa del 23% tra lunedì e martedì dopo l’annuncio dell’acquisizione della danese GN Hearing per 2,3 miliardi di euro. Bene anche il comparto lusso (Moncler +3%, Brunello Cucinelli +2,47%) le banche. Giù invece il comparto energia e le utilities.
Acea pesante a Piazza Affari dopo che la francese Suez SA (secondo azionista dopo Roma Capitale) ha annunciato il collocamento di una quota del 4% nella multiutility. Il titolo cede il 7,3% a 22,98 euro. Le azioni, secondo quanto riferisce Bloomberg, sono state offerte agli investitori al prezzo di 23 euro, con uno sconto del 7,26% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.









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